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Tocca anche Genova il punto sui nuovi licenziamenti

del 30/11/2012
di: La Redazione
Tocca anche Genova il punto sui nuovi licenziamenti
Ha toccato anche la Liguria il tour dell'Associazione nazionale consulenti del lavoro, il sindacato unitario di categoria, dedicato all'approfondimento della riforma del lavoro. Oltre una trentina i convegni organizzati in tutta Italia dal Centro studi del sindacato, rivolti non solo all'illustrazione della riforma, ma anche all'analisi delle criticità che i professionisti incontrano quotidianamente nella sua applicazione, a quattro mesi dall'entrata in vigore, per trovare proposte correttive. Grazie alla collaborazione del Consiglio regionale della Liguria dell'Ancl guidato da Luigi Schenone, venerdì 16 novembre a Genova, all'Archivio di Stato, si è tenuto un convegno con come relatore l'avvocato Francesco Stolfa, docente universitario e componente dell'ufficio legale del sindacato. Il convegno si è concentrato soprattutto sulla nuova normativa sui licenziamenti, anche alla luce della sentenza del 15 ottobre emessa dal Tribunale di Bologna, con la reintegra di un lavoratore che aveva insultato un proprio superiore via mail, reintegra decisa perché il lavoratore stesso si era scusato del proprio comportamento rendendo «insussistente» il motivo del licenziamento disciplinare. Un convegno che ha avuto anche un occhio di riguardo per la peculiare realtà ligure, strettamente connessa alle attività portuali e all'economia marittima che, come sottolineato dal «padrone di casa», il presidente dell'Unione provinciale di Genova Salvatore Lapolla, è colpita duramente dalla crisi anche se a macchia di leopardo: un settore, quello strettamente marittimo, in ginocchio, mentre altri legati al comparto, come il settore delle spedizioni, nonostante le enormi difficoltà ancora reggono. Ma la preoccupazione resta elevata data l'interconnessione di tutti gli elementi della «filiera». L'importanza dell'appuntamento è stata evidenziata anche dalla grande partecipazione di consulenti del lavoro, provenienti anche da fuori regione.

L'Ancl come sindacato ha già espresso e continua a esprimere la propria contrarietà alla riforma Fornero che, agli effetti pratici, tradisce gli obiettivi che lo stesso ministro si era proposto. Invece di «flessibilità e riduzione del costo del lavoro», i consulenti del lavoro e gli altri professionisti, che si trovano ad applicare la nuova normativa, si scontrano con un incremento del costo del lavoro in entrata e in uscita dal lavoro, l'abrogazione di istituti contrattuali flessibili, incremento della burocrazia, aumento delle sanzioni. Tutte questioni sollevate dal presidente nazionale Francesco Longobardi, all'apertura dei lavori: «La riforma non va nel sostegno della nuova occupazione né nel mantenimento della situazione attuale. L'Aspi è un nuovo appesantimento. In questo momento chi non riesce a chiudere merita un premio, era necessaria una politica di incremento costi?». Un'opinione condivisa anche da Luisella Dellepiane, presidente dell'Ordine provinciale dei consulenti del lavoro di Genova, che ha parlato di una riforma «da gettare».

In questo quadro critico, ma aperto al confronto e spinto dalla determinazione di trovare soluzioni correttive, si è inserita la relazione dell'avvocato Stolfa, il quale ha inteso dare un'interpretazione della norma «secondo le esigenze delle piccole e medie imprese, e secondo l'attività del consulente del lavoro». Anche perché «i licenziamenti sono una materia delicata e pericolosa per il consulente del lavoro, perché si apre quasi sempre un contenzioso. Quindi la materia passa dai consulenti del lavoro ai giudici e agli avvocati».

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