Riforma del lavoro. Il ministro del welfare premette di sapere bene che la categoria non ha gradito molti tasselli della normativa varata in estate. E subito aggiunge che, «nei restanti mesi» da titolare del dicastero di via Veneto, intende dedicarsi al restyling di alcuni capitoli della riforma, in particolare desidera dare impulso all'apprendistato e, annuncia Fornero, «voglio la vostra collaborazione: abbiamo scritto nella legge che l'istituto dovrà diventare la via normale per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. La nostra produttività dagli ultimi 15 anni non cresce, addirittura perde terreno rispetto a paesi come la Germania e la Gran Bretagna, perciò», si rivolge alla platea, «l'apprendistato deve essere è il mezzo per aumentarla nell'interesse del giovane, dell'imprenditore e, di conseguenza, del paese». Fornero risponde, poi, alle critiche del Cno sulle «restrizioni alla flessibilità in entrata», ricordando modelli come le partite Iva vere e fasulle, i contratti a progetto e a chiamata, e via dicendo. «Siamo intervenuti per preservare la flessibilità dell'impresa che è una cosa buona, e non intendevamo penalizzarla, però, siamo costantemente rimproverati in Europa perché il nostro mercato è segmentato fortemente, con troppi contratti «mordi e fuggi». Non era questa la flessibilità che Marco Biagi aveva in mente», precisa il ministro. E poco prima, con riferimento alla legge 92/2012 e non solo, la presidente Calderone aveva sostenuto che «nulla si fa per monitorare e prevedere le situazioni che si creeranno prima di scrivere» le norme.
Mediazione. Applausi per il Guardasigilli, quando annuncia di volere «un confronto con i consulenti del lavoro per rivisitare l'oggetto della mediazione», che definisce «strumento determinante per la deflazione giudiziaria», però un occhio attento deve seguire anche la formazione dei mediatori.
Severino riferisce che «stiamo facendo riunioni con avvocati e magistrati per verificare quali possono essere possibili forme di mediazione obbligatoria. Prima, però, aspettiamo le motivazioni della Corte costituzionale e vogliamo studiare il tema per ottenere il massimo effetto».
Poco prima, Calderone aveva sostenuto che «avremmo dovuto costituire un organismo unitario della mediazione commerciale. Ma riconfermiamo», alla luce della sentenza sulla non obbligatorietà della Consulta, «il nostro impegno per dare soluzioni ai conflitti».
