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Agriturismo, Iva soft anche se cointestato

del 19/02/2010
di: di Benito Fuoco
Agriturismo, Iva soft anche se cointestato
La detrazione integrale dell'Iva relativa alla ristrutturazione di un agriturismo spetta anche se il fabbricato rurale è cointestato tra diversi familiari e l'attività è svolta da uno solo di questi quale imprenditore agricolo individuale. Infatti queste spese vengono eseguite al fine di migliorare la redditività dell'impresa e produrrà dei ricavi ed un maggior reddito che sarà fonte di imposizione. Con queste conclusioni, la sezione tributaria della cassazione, nella sentenza n. 3544/2010 depositata in cancelleria martedì scorso, ha legittimato la possibilità del comproprietario di portarsi interamente in detrazione le spese relative alla ristrutturazione dei fabbricati inseriti nell'azienda agricola; e questo anche quando si tratti di una azienda con vocazione agrituristica. La vertenza traeva origine dall'Iva che, un conduttore di un fondo rustico aveva portato in detrazione con la dichiarazioni presentata per l'anno 2002. Le Entrate di Castelnuovo di Garfagnana ritenevano che un conduttore di un fondo agricolo non potesse portarsi in detrazione l'Iva sulla ristrutturazione del fabbricato agricolo adibito ad agriturismo; questo perché il conduttore dell'azienda agrituristica non era il solo proprietario dell'immobile, infatti la proprietà era ripartita tra due fratelli in misura uguale e solo uno era titolare dell'azienda agricola. La Ctp di Lucca accoglieva il ricorso dell'agricoltore, e riconosceva interamente detraibile l'Iva sui costi sostenuti dal comproprietario. La decisione veniva confermata dai giudici regionali toscani che ritenevano interamente deducibile l'imposta. I giudici di Piazza Cavour hanno completamente confermato questo principio ed annullato definitivamente la rettifica erariale. «Tali spese», osserva il collegio supremo, «costituiscono un costo dell'attività d'impresa che va considerato nel suo insieme e produrrà un incremento dell'azienda (...) Né può ritenersi che l'incremento di valore beneficiato dal comproprietario non imprenditore rimanga esente da ogni imposizione perché l'incremento di valore costituirà base imponibile per le altre imposte».
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