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Parafarmacie: arriva la lista definitiva per i farmaci

del 29/11/2012
di: di Marilisa Bombi
Parafarmacie: arriva la lista definitiva per i farmaci
Sono stati riaggiornati gli elenchi dei farmaci la cui vendita è consentita nelle parafarmacie e di quelli per i quali permane l'obbligo della ricetta medica. Il decreto del ministro Balduzzi del 15 novembre (in G.U. il 27 novembre 2012), sostituisce le liste provvisorie dei farmaci che erano state compilate questa primavera e approvate, con analogo decreto del ministero della salute, in attuazione di quanto il decreto «Salva Italia» aveva stabilito, ovvero l'ampliamento dei farmaci di libera vendita negli appositi reparti dei negozi autorizzati a trattare farmaci da banco e di automedicazione in base al dl 223/2006 (conv. legge 248/2008). L'elenco è stato aggiornato a seguito delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico scientifica dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, e tiene conto anche di alcuni errori materiali contenuti nell'elenco originario. Il provvedimento, in pratica, consiste in due allegati: il primo contiene due distinti elenchi; ma ambedue con riferimento a medicinali non vendibili negli esercizi commerciali diversi dalle farmacie per effetto delle esclusioni disposte rispettivamente dal comma 1 e dal comma 1 bis dell'art 32 del dl n. 201/2011. Il secondo allegato del decreto ministeriale del 15 novembre, invece, elenca i 356 medicinali, con i relativi principi attivi, che si aggiungono a quelli già classificati dall'Aifa come (Sop), ovvero senza obbligo di prescrizione medica, o come medicinali di automedicazione (Otc), vendibili negli appositi reparti degli esercizi commerciali e, quindi, anche al di fuori delle farmacie. La possibilità di vendere alcuni farmaci al di fuori delle tradizioni farmacie e, quindi, la nascita delle cosiddette parafarmacie, risale a sei anni fa e il loro numero si è via via esteso, fino a rappresentare una vera e propria alternativa alla farmacia tradizionale, tanto da indurre il Tar Calabria, (sent. 900/2011) a chiarire che solo le farmacie possono utilizzare la croce come insegna.

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