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Rinviata la delega fiscale, dietrofront sul restyling

del 28/11/2012
di: di Valerio Stroppa
Rinviata la delega fiscale, dietrofront sul restyling
L'abuso di diritto affossa la delega fiscale. Nel giorno in cui doveva accingersi alla sua votazione, l'aula del senato ha rinviato a sorpresa il ddl in commissione finanze. Alla base della decisione assunta ieri pomeriggio dalla conferenza dei capigruppo, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, c'è proprio l'articolo 3 del provvedimento, che delega l'esecutivo ad attuare il restyling della disciplina antielusiva e a codificare l'abuso di diritto (nonché i relativi aspetti sanzionatori, anche penali). La sospensione è stata richiesta da Lucio Malan (Pdl), ma al termine della seduta mattutina si erano espressi a favore del rinvio pure Lega Nord e Idv. Contrari, invece, Pd e Api-Fli. Un'evoluzione che ha spiazzato buona parte dei senatori di palazzo Madama, anche alla luce del fatto che il governo ha richiesto a più riprese una rapida approvazione del ddl al fine di avere a disposizione tempo sufficiente per mettere a punto i dlgs attuativi entro la fine del mandato. «Prendo atto di questa decisione con rammarico», commenta Giuliano Barbolini (Pd), relatore al provvedimento, «sinceramente non riesco a vedere su che cosa la commissione dovrà nuovamente intervenire. Il lavoro svolto in sede referente a mio giudizio era appropriato e ha ricevuto l'apprezzamento anche del Mef. Il rischio è che questo rallentamento metta la delega su un binario morto». L'agenda dei lavori parlamentari, infatti, non lascia molto spazio. Tra ddl stabilità e gli altri decreti-legge in scadenza l'approvazione entro dicembre auspicata da palazzo Chigi sembra in salita. Il presidente di turno del senato, Vannino Chiti (Pd), ha precisato che la delega fiscale potrà essere riesaminata in sede referente anche durante la sessione di bilancio, che inizierà domani. Pure il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri, ha sottolineato che il ddl resterà in commissione «il tempo minimo indispensabile», anche se Barbolini puntualizza come «aspettiamo un input per individuare le aree di intervento, che francamente al momento non vediamo. Il rinvio sembra più una manovra politica che di merito». In apertura dei lavori palazzo Madama aveva votato contro la questione pregiudiziale avanzata dalla Lega che individuava profili di incostituzionalità del provvedimento (si veda ItaliaOggi di ieri). Piuttosto dibattuto pure il tema del contrasto di interessi che consentirebbe ai cittadini di detrarre parte delle spese documentate da scontrini e ricevute. Sul punto Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, è critico: «Il rinvio della delega contrasta con le dichiarazioni del premier Monti sulla volontà di combattere l'evasione fiscale, condannando i consumatori ai vecchi sistemi». Senza tralasciare l'accorpamento delle agenzie fiscali: il governo era pronto a cancellare lo slittamento a giugno 2013 varato in commissione con il maxiemendamento sul quale sarebbe stata posta la fiducia. Non ce ne è stato bisogno. «Qualcuno crede che senza la delega potrà avere le mani più libere in campagna elettorale, ma così ci vanno di mezzo contribuenti e imprese», commenta Vieri Ceriani, sottosegretario all'economia, «l'impegno resta quello di chiudere comunque entro fine anno, anche se ora è tutto più difficile».

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