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Tributaristi e Inps sul Libro unico, intesa da annullare

del 27/11/2012
di: La Redazione
Tributaristi e Inps sul Libro unico, intesa da annullare
«Se si vuole uno stato di diritto, l'interesse generale deve prevalere su quello particolare», si potrebbe riassumere con queste poche parole il motivo per cui i consulenti del lavoro hanno deciso di adire le vie giudiziarie per contestare il protocollo d'intesa sottoscritto tra l'Inps e i Tributaristi. In ballo non ci sono gli interessi di una parte, ma il rispetto delle leggi e del sistema giuridico italiano che pone alcuni principi a tutela della collettività dei cittadini e dei loro interessi.

IL PROTOCOLLO INPS-TRIBUTARISTI

Come si ricorderà, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, con il sostegno del sindacato Ancl-Su, ha contestato nel mese di ottobre i contenuti del protocollo d'intesa sulla gestione del Libro unico, in quanto contenente previsioni che violano le disposizioni della legge 12/79 istitutiva dell'Ordine dei consulenti del lavoro. La materia infatti in oggetto è sottratta all'autonoma discrezionalità dell'Inps, la quale può stipulare accordi e/o protocolli unicamente con i soggetti preventivamente individuati come legittimati dalla legge. Alla contestazione formale inoltrata all'Inps, sottoscritta alla presidente Marina Calderone, nessun riscontro ufficiale ha fatto seguito da parte dell'Istituto nonostante il lungo periodo decorso. Cosa peraltro che non appare strana visto l'attuale livello di funzionalità dei servizi resi. Da qui la delibera del Consiglio nazionale dell'Ordine, che ha deciso di adire le vie legali per la violazione dell'art. 1 della legge 12/79 .

CO.CO.PRO. E LIBRO UNICO

Ma perchè il protocollo d'intesa Inps-Tributaristi è illegittimo? Risposta semplice per chi ha dimestichezza con la gestione del rapporto di lavoro. Perchè prevede alcune attività che sono riferibili alla tenuta del Libro unico del lavoro, appositamente regolamentata. I dati previdenziali e il loro invio rappresentano infatti una chiarissimo sviluppo degli adempimenti collegati alla gestione e tenuta del Lul. L'accordo stipulato è viziato da una evidente lesione e violazione del principio di legalità, atteso che la gestione dei rapporti di parasubordinazione appartiene alla competenza esclusiva prevista dall'art. 1 legge 12/79, secondo cui «tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti .......... non possono essere assunti se non da coloro che siano iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro…». In buona sostanza, soltanto coloro che possono avere delega, ai sensi dell'art. 1 della legge 12/79 su citata, dal datore di lavoro per lo svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, hanno titolo per inviare e ricevere informazioni e/o documentazione dagli enti previdenziali, i quali sono tenuti a mantenere totale riservatezza su ogni aspetto del rapporto previdenziale . Giova, infatti, ricordare che quest'ultimo si instaura trilateralmente tra il datore di lavoro, il lavoratore e l'ente .

LE VIOLAZIONI DI LEGGE

Orbene, atteso che gli unici soggetti delegabili nell'ambito dello svolgimento dei rapporto sono quelli di cui all'art. 1, legge 12/1979, si deduce ulteriormente, che l'accordo stipulato dall'Inps con i Tributaristi risulta del tutto illegittimo per l'incompetenza, l'eccesso di potere e la violazione di legge, vizi espressamente individuati come cause d'annullamento dell'atto amministrativo nell'art. 21 octies, primo comma introdotto dalla legge n. 241 del 1990. Ovviamente, ciò riguarda la decisione amministrativa di sottoscrivere il protocollo. Ma che potrebbe anche profili di responsabilità civilistica rispetto agli effetti causati dall'accordo.

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