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Saldo Imu, commercialisti nel panico

del 27/11/2012
di: di Andrea Bongi
Saldo Imu, commercialisti nel panico
Commercialisti sull'orlo di una crisi di nervi per colpa dell'avvicinarsi del saldo Imu 2012. Senza l'assistenza dei software, gli studi professionali sono costretti a immettere a mano, una per una, le variazioni di aliquota e le delibere dei sindaci italiani che influenzano la determinazione dell'imposta municipale da versare a saldo entro il prossimo 17 dicembre 2012. Tutta colpa del ritardo con cui i comuni hanno approvato le delibere definitive con le aliquote (molti enti hanno atteso fino all'ultimo momento utile) e trasmesso gli atti al dipartimento delle finanze. La legge dà infatti ai municipi 30 giorni di tempo dal varo della delibera per caricare il provvedimento con le aliquote su www.finanze.it, ma poiché molte di queste sono state approvate a ridosso della dead line del 31 ottobre, c'è il rischio che un quadro dettagliato degli importi non si possa avere prima di fine novembre. In ogni caso troppo a ridosso della scadenza del saldo (17 dicembre). E così, in assenza di un quadro delineato e visto il poco tempo a disposizione, sia le software house che soggetti istituzionali come l'Ifel non hanno provveduto all'aggiornamento dei software di calcolo. È questa la situazione che devono affrontare proprio in questi giorni gli studi commerciali di tutta Italia per riuscire a dare in tempo utile le deleghe di pagamento ai propri clienti. Il risultato è la babele più assoluta, fatta di migliaia di delibere, alcune non ancora disponibili né ufficiali, insomma una situazione ai limiti della crisi di nervi in cui il rischio di errore è elevatissimo. Ma torniamo all'inizio della questione.Al momento del versamento del primo acconto della nuova imposta municipale nata in sostituzione dell'Ici i calcoli sono stati effettuati sulla base delle aliquote standard fissate in via di prima applicazione dalla norma istitutiva (dl 201/2011).Ora arrivati al momento del versamento del saldo Imu 2012 occorre invece fare i conti con la potestà attribuita ai comuni italiani dall'articolo 13, commi 6 e 7, della legge n. 241/2011 di conversione del dl 201/2011 sulla base della quale è stato possibile differenziare le aliquote, sia in aumento che in diminuzione, entro limite minimi e massimi prestabiliti nonché introdurre vere e proprie nuove categorie di immobili da assoggettare ad apposito regime di tassazione Imu. I sindaci italiani hanno utilizzato appieno la potestà tributaria loro attribuita con il risultato che sono migliaia le delibere in materia adottate dai comuni italiani (in alcuni comuni vi sono anche più delibere in materia di aliquote e fattispecie Imu). Ne è uscita fuori una vera e propria giungla normativa dalla quale è praticamente impossibile riuscire a tirarne fuori le gambe.

L'Istituto per la finanza e le autonomie locali (Ifel) tenta in qualche modo di alleviare la vita dei contribuenti e degli studi professionali inserendo sul suo sito le delibere dei singoli comuni, ma l'operazione è ben lungi dall'essere terminata. Cliccando sulla finestra del sito dedicata alle aliquote Imu appare una non incoraggiante schermata vuota con al centro al dicitura «in fase di allestimento». In questa situazione di precarietà e incertezza le software house hanno fatto l'unica scelta sensata a loro disposizione: evitare l'immissione delle aliquote utili per il saldo Imu 2012 suddivise per ciascun comune d'Italia.

La linea adottata è quella di suggerire ai loro utenti la personalizzazione delle aliquote e delle nuove tipologie di tassazione limitando il lavoro solo al range di comuni utilizzati sulla base della clientela dagli stessi servita. In questa situazione gli studi sono costretti a procedere secondo il seguente schema-tipo: effettuare una panoramica dei comuni da gestire, ricercare una ad una le delibere dei comuni suddetti, entrare nella partizione software delle aliquote Imu per singolo comune ed inserire a mano le maggiorazioni o diminuzioni delle aliquote base e le nuove tipologie di immobili da assoggettare a tassazione specifica. Un lavoro massacrante, deprimente e soprattutto a elevatissimo rischio di errore.

Si pensi che molti comuni italiani hanno individuato quale categoria immobiliare da tassare a sé quella degli immobili non locati. Fin qui tutto nella norma. Il problema è che per un certo comune questi immobili costituiscono una tipologia a sé da tassare con aliquota ad hoc quando la mancanza di locazione si portare per oltre 12 mesi, altri quando tale periodo è invece superiore ai 24 mesi e così via. Una volta terminata l'immissione manuale delle singole aliquote e delle nuove fattispecie tassabili occorre poi fare i calcoli, controllarli, verificando soprattutto lo scomputo di quanto versato a saldo e poi procedere con la stampa delle deleghe di versamento. Sempre che prima di tutto ciò non si sia dovuti ricorrere alle cure di un buon strizzacervelli.

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