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Approvati i 69 studi per il 2009

del 19/02/2010
di: Cristina Bartelli
Approvati i 69 studi per il 2009
Studio di settore costruzioni, al via il primo studio di settore federalista. È stato approvato ieri dalla commissione esperti a maggioranza e tre astenuti (Cna, Confartigianato e Casartigiani) lo studio di settore UG69U costruito su base regionale. E con l'approvazione, per la prima volta dei pareri degli osservatori regionali. Inoltre la commissione esperti ha validato per il 2009, i 69 studi di settore, anche se per l'applicazione all'esercizio 2009 è necessario aspettare i correttivi, e il loro campo di applicabilità, che saranno portati a valutazione della commissione nella riunione del 31 marzo 2010.

La commissione esperti ha dunque approvato a maggioranza con tre astenuto lo studio sull'edilizia costruito su base regionale e cioè in fase di applicazione, l'analisi discriminante, l'analisi di coerenza, l'analisi di normalità economica e l'analisi di congruità si applicano su base regionale: ogni regione ha i propri specifici parametri di riferimento. Le imprese sono state ripartite a livello regionale sulla base del comune del domicilio fiscale e, per ogni regione, è stata verificata la presenza e la rappresentatività dei gruppi omogenei individuati con l'unico procedimento di clustering. Anche la fase di definizione della funzione di ricavo è stata predisposta su base regionale.

Lo studio di settore sarà applicato un primo anno in ottica di monitoraggio e il secondo anno laddove dovessero esserci dei problemi, derivanti dall'applicazione, saranno valutati interventi correttivi. Ma la soluzione individuata dall'amministratore delegato della società per gli studi di settore, Giampiero Brunello, non ha convinto tre delle cinque sigle rappresentanti delle piccole e medie imprese, Cna, Casartigiani e Confartigianato che si sono astenute.

Casartigiani pur riconoscendo apprezzamento per il lavoro svolto sottolinea che «essendo presente una forte parcelizzazione bisogna verificare se lo studio gira o no» valuta Beniamino Pisano di Casartigiani, spiega le ragioni dell'astensione Andrea Trevisani di Confartigianato, «sarebbe stato preferibile una sperimentalità tout court per capire se lo studio funzionava o meno, la cautela nasce dall'esigenza di tenere conto della nuova metodologia di costruzione dello studio». Ma la commissione ieri ha mandato definitivamente in soffitta gli Ine (indicatori di normalità economica) A differenza degli indicatori del 2006, inseriti a valle della metodologia, gli indicatori specifici hanno la funzione di validare i dati presi a base per l'analisi della congruità. La metodologia applicativa prevede la segnalazione dei valori da ritenere anomali rispetto a «range» di normalità, individuati sulla base di una specifica analisi economica realizzata per ciascun cluster. I valori segnalati si traducono, sotto il profilo metodologico, in una revisione della base di calcolo per l'applicazione degli Studi di settore e assumono rilevanza, attraverso la riapplicazione dell'analisi della congruità, ai fini della determinazione dei ricavi complessivamente stimati. In questo contesto, per gli Studi evoluti nel 2009, gli indicatori «Valore aggiunto per addetto» e «Redditività dei beni strumentali mobili» sono stati sostituiti dall'indicatore «Incidenza dei costi residuali sui ricavi». Partita rinviata sui correttivi studi di settore per la Lapet: «La Lapet ha dato parere favorevole all'applicazione definitiva dello studio di settore Uk06», si legge su una nota, «ma», avvertono i tributaristi, «è già pronta ad adoperarsi per correttivi e istruzioni degli studi di settore».

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