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Nella nuova riforma non si fa largo ai giovani

del 24/11/2012
di: Gabriele Ventura
Nella nuova riforma non si fa largo ai giovani
Nella riforma forense non c'è spazio per i giovani avvocati. Non sono previste le società multidisciplinari, l'accesso non cambia, non è riconosciuta la figura del collaboratore di studio, non vengono creati nuovi spazi di mercato. Ai giovani servono invece nuove competenze, specializzazioni e incentivi alle aggregazioni professionali. Questo il giudizio del presidente dell'Aiga, Dario Greco, sul disegno di legge che riordina la professione forense, sul quale la categoria si è spaccata al XXXI congresso nazionale di categoria, che si conclude oggi a Bari (si veda ItaliaOggi di ieri). Alla fine, però, la mozione che sembra avere maggiori probabilità di essere approvata è quella che darà mandato alla categoria di impegnarsi per far approvare il provvedimento al Senato senza ulteriori modifiche, in modo che l'esame si possa concludere entro questa legislatura. Persino l'Aiga, infatti, tra i maggiori oppositori al ddl, ha presentato una mozione che da un lato impegna la politica «alla rapida approvazione della legge entro questa legislatura», dall'altro richiede una serie di modifiche al testo, da apportare però nella prossima legislatura. La conferma è arrivata ieri dallo stesso Greco che, a margine del congresso, ha fatto il punto con ItaliaOggi sull'attuale situazione di difficoltà dei giovani avvocati.

Domanda. Quali iniziative sono contenute nella riforma forense a favore dei giovani?

Risposta. Assolutamente nessuna. A partire dalla regolamentazione delle società multidisciplinari, che darebbero la possibilità al giovane avvocato di entrare, per esempio, in uno studio di commercialisti. L'accesso non viene riformato. È escluso il compenso per i collaboratori di studio, non risolvendo così la problematica che riguarda tutti gli avvocati che lavorano per un altro professionista in una posizione di assoluta precarietà.

D. Quali sono le vostre proposte di modifica della legge?

R. Secondo la mozione che abbiamo approvato, si deve intervenire sulla governance, sulla formazione professionale continua, con l'innalzamento dell'esonero dell'obbligatorietà agli avvocati con oltre 40 anni di anzianità di iscrizione all'albo. Ancora, sulle specializzazioni e sull'accesso, con l'introduzione del numero programmato nelle facoltà di giurisprudenza.

D. Come vede l'allargamento dell'obbligo di iscrizione alla Cassa forense?

R. Ritengo che la previdenza non sia un dovere ma un diritto. Siamo favorevoli a patto che i giovani con redditi bassi non vengano vessati. In questo senso apprezziamo l'impegno della Cassa.

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