Consulenza o Preventivo Gratuito

I consulenti del lavoro vanno in guerra contro l'Inps

del 24/11/2012
di: di Simona D'Alessio
I consulenti del lavoro vanno in guerra contro l'Inps
Gestione del Libro unico per i collaboratori a progetto, i consulenti del lavoro citano in giudizio l'Inps. E contestano che l'istituto di previdenza sociale abbia «violato le disposizioni della legge 12/79» istitutiva dell'ordine professionale, sottoscrivendo un'intesa con le associazioni dei tributaristi, affinché gli stessi (senza albo) possano occuparsi del mantenimento del registro. La presidente Marina Calderone decide, pertanto, di adire alle vie legali, perché «la materia in oggetto è sottratta all'autonoma discrezionalità dell'Inps, che può stipulare accordi e/o protocolli unicamente con soggetti preventivamente individuati come legittimati dalla legge. In questo senso», si legge nella nota del Cno, si potrebbero individuare anche «profili di responsabilità civilistica rispetto agli effetti causati» dall'intesa. Il caso era stato sollevato alcune settimane fa (si veda ItaliaOggi del 30/10/2012), quando il vertice dei consulenti del lavoro aveva rimarcato come l'Inps, essendo organo vigilato dal ministero del welfare, fosse chiamato a far osservare la legislazione dello stato, perciò, «in caso di violazione, l'unica strada da seguire è quella di porre in essere ogni azione tesa al rispetto della legge professionale e dei cittadini italiani, che hanno il diritto di essere assistiti da professionisti abilitati dalle norme vigenti a svolgere funzioni così delicate da richiedere l'esistenza di un ordine». Il Cno mette in luce come i dati previdenziali e il loro invio rappresentino un «chiarissimo sviluppo degli adempimenti collegati alla gestione e tenuta del Libro unico»; dunque, quanto stipulato fra l'istituto di Antonio Mastrapasqua e l'associazione di tributaristi è «viziato da un'evidente lesione e violazione del principio di legalità, atteso che la gestione dei rapporti di parasubordinazione appartiene alla competenza esclusiva prevista dall'art. 1, legge 12/79, secondo cui tutti gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati dal datore di lavoro, direttamente o a mezzo di propri dipendenti, non possono essere assunti se non da coloro che siano iscritti nell'albo dei consulenti del lavoro».

Inoltre, continua Calderone, l'art. 39 della legge 133/2008, disciplinando la istituzione e la tenuta del Libro unico da parte delle parti datoriali private che occupano dipendenti subordinati, collaboratori coordinati e continuativi e associati in partecipazione con apporto lavorativo, assimila totalmente la figura del parasubordinato a quella del subordinato, individuando rispetto a entrambe nel datore di lavoro il soggetto di riferimento. Ne consegue che «soltanto coloro che possono avere delega (ai sensi dell'art. 1 della legge 12/79) dal datore di lavoro per lo svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale, hanno titolo per inviare e ricevere informazioni e/o documentazione dagli enti previdenziali». Da qui la scelta del Cno, formalizzata ieri, di contestare per via giudiziaria l'iniziativa dell'Inps.

vota