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Modifiche 2007: spese bancarie in deduzione Irap

del 24/11/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Modifiche 2007: spese bancarie in deduzione Irap
Possono essere portate in deduzione ai fini Irap, le spese bancarie non riconducibili alla natura di onere finanziario, come le spese di tenuta conto, i pagamenti per custodia titoli, i costi per i servizi di incasso e i costi di noleggio delle cassette di sicurezza.

Con un documento dello scorso settembre, il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili è intervenuto sulla determinazione della base imponibile Irap, dopo le modifiche introdotte, per la generalità delle società commerciali a bilancio, dai commi 50-51, dell'art. 1, legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008).

Il documento recupera tutti i documenti di prassi emanati dall'Agenzia delle entrate e dalle associazioni di categoria, indicando punto per punto i numerosi dubbi ancora presenti sulla determinazione della base imponibile in ossequio al cosiddetto «principio di derivazione» dal bilancio; la base imponibile, in tal caso, è determinata sulla base delle risultanze del conto economico, redatto secondo i corretti principi contabili, restando irrilevanti le disposizioni di natura fiscale (Tuir).

Numerosi sono ancora i casi dubbi, peraltro riepilogati in una maxi-tabella inserita nel documento in commento, tra cui spuntano numerose situazioni ricorrenti, come la capitalizzazione dei costi del personale, le plusvalenze e le minusvalenze, la transazione su crediti e molto altro ancora, che attendono ancora una precisazione formale (circolare o risoluzione).

Con riferimento alla capitalizzazione degli oneri finanziari e delle spese per il personale (circolare n. 26/E/2012) si rende necessario verificare l'attuazione di detta patrimonializzazione, tenendo comunque conto che tali oneri sono esclusi dalla base imponibile Irap e che i corrispondenti proventi (iscritti nella voce A4) concorrono alla formazione del valore della produzione; in tal caso, se tali costi non transitano dal conto economico, è necessario eseguire una variazione in aumento, al fine di realizzare il medesimo effetto fiscale.

Con riferimento alle sopravvenienze attive riferibili a componenti del conto economico precedenti, in assenza di chiarimenti precisi, i redattori ritengono che le stesse non hanno rilevanza ai fini del valore della produzione netta.

Per quanto concerne ai risarcimenti assicurativi, conseguenti a eventi di natura straordinaria che hanno determinato una perdita, per esempio, delle rimanenze, gli autori confermano la concorrenza alla formazione della base imponibile Irap, anche se percepiti nello stesso periodo d'imposta in cui si è realizzata la perdita (risoluzione n. 294/E/2007).

Una problematica ricorrente e che non ha avuto mai conferma dopo le modifiche del 2007 riguarda la deducibilità delle spese per i servizi bancari; se si tiene conto di un documento di prassi datato (circolare n. 188/E/1998) si devono ritenere deducibili i costi per servizi bancari non riconducibili agli oneri finanziari, classificabili in un aggregato rilevante ai fini Irap, come le spese di noleggio delle cassette di sicurezza, le spese bancarie per i servizi all'incasso, gli oneri per la custodia titoli e quant'altro.

Particolare è la situazione dei compensi per gli amministratori o sindaci per i quali si dovrebbero ritenere ancora valide le precisazioni fornite dall'Agenzia delle entrate nel 2001 (circolare n. 105/E/2001), attraverso le quali è stato chiarito che quando l'attività è svolta da un soggetto professionista che svolge l'incarico nell'ambito della propria attività professionale (commercialista, architetto e quant'altro), inquadrandosi l'emolumento all'interno dei compensi per lavoro autonomo, la spesa diventa deducibile ai fini del tributo regionale.

Nonostante l'assenza di una chiara presa di posizione, si ritiene che i costi concernenti i cosiddetti «fringe benefit» siano deducibili ai fini dell'Irap, mentre le indennità chilometriche (circolare n. 27/E/2009) non rilevano in quanto, in via generale, non rilevano le indennità e tutti gli elementi che costituiscono la retribuzione lorda.

Altra croce e non delizia, per gli operatori è la problematica inerente all'Iva non detratta sulle prestazioni alberghiere e di ristorazione (Agenzia delle entrate, circolare n. 25/E/2010) che non dovrebbe essere deducibile nel caso in cui, pur rilevabile dalla fattura, il contribuente non ha detratto il tributo per mera scelta di convenienza; impostazione criticata da una importante associazione di categoria (Assonime, circolare n. 20/2010).

Con riferimento alle rivalutazioni volontarie (e straordinarie) come quelle del magazzino, in assenza di chiarimenti ufficiali, si rende necessario tenere conto delle indicazioni fornite in sede di istruzioni al modello dichiarativo; per l'Amministrazione finanziaria, in ossequio al principio di derivazione, partecipano alla formazione della base imponibile (voce E20).

Stessa sorte per i resi e gli sconti commerciali, riferibili a vendite di merci di precedenti esercizi, ancorché classificati nella voce E21 del conto economico.

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