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Direttiva pagamenti: si applica ai lavori pubblici

del 23/11/2012
di: Andrea Mascolini
Direttiva pagamenti: si applica ai lavori pubblici
La disciplina europea sui ritardati pagamenti si applica anche al settore dei lavori e in particolare alla progettazione e all'esecuzione di opere e edifici pubblici, nonché ai lavori di ingegneria civile. È quanto conferma il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, in una lettera del 14 novembre con la quale risponde al presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, rispetto al problema dell'inclusione del settore delle costruzioni nell'ambito applicativo della nuova disciplina comunitaria sui ritardati pagamenti (direttiva 7/2011) recepita dal decreto 192 del 9 novembre 2012. Il punto delicato, sollevato nei giorni scorsi non soltanto dall'Ance, ma anche da Confartigianato, Cna, Aniem, Ancpl e Oice, riguarda la nozione di «transazione commerciale» che il decreto prevede sia riferita ai contratti che hanno a oggetto «la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo». Da ciò il timore che interpretazioni restrittive possano escludere la realizzazione di opere pubbliche, nonostante la direttiva, in un «considerando», preveda esplicitamente che i settori cui si applica la disciplina «dovrebbero anche includere la progettazione e l'esecuzione di opere e edifici pubblici, nonché i lavori di ingegneria civile». Nella lettera di risposta all'Ance il commissario europeo, dopo avere espresso apprezzamento per il fatto che l'Italia ha recepito la direttiva n. 7 ben prima del termine del 16 marzo 2013 (le norme del decreto 192 entreranno in vigore il 1° gennaio 2013), afferma che il campo di applicazione della direttiva «riguarda tutti i settori produttivi senza eccezioni incluso il settore edile». Per Tajani, «la nozione di fornitura di merci e di prestazione di servizi dietro corrispettivo include anche la progettazione e l'esecuzione di opere e edifici pubblici, nonché i lavori di ingegneria civile», come dice anche il considerando. Nei giorni scorsi, in alcune dichiarazioni alla stampa, anche il viceministro Ciaccia aveva confermato che le norme del decreto 192 sono da ritenersi applicabili anche ai lavori. A questo punto, per fugare ogni residuo e possibile dubbio, manca soltanto un piccolo intervento integrativo o interpretativo sul decreto 192.

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