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Il bando incentivi Inail? Un lavoro per Flash

del 23/11/2012
di: di Roberto Lenzi e Luigi Chiarello
Il bando incentivi Inail? Un lavoro per Flash
Gli incentivi Inail roba per Flash, il supereroe della velocità. In vista dell'uscita del prossimo bando Inail, ItaliaOggi ha analizzato le graduatorie dell'ultimo bando, rese note a luglio e per cui le imprese agevolate sono ancora in attesa delle comunicazioni definitive di finanziamento ad opera dell'Istituto. Dalla verifica è emerso che alcune istanze sono state inviate con tempi di reazione che farebbero la felicità di ogni esperto informatico. Il riferimento è al meccanismo del click day, fissato in date diverse di luglio per aree geografiche, che a conti fatti si è trasformato in un vero e proprio click nanosecond. Vediamo perché.

Per diverse imprese beneficiarie di agevolazione è stato sufficiente meno di un secondo per far comparire la pagina internet predisposta dall'Inail, copiare il codice della propria istanza nell'apposito box e fare click sul pulsante di invio. Tempi che sembrano impossibili per gli umani, ma che invece risultano tra i tempi registrati da diverse graduatorie regionali. Non solo. Circolano voci non confermate, sul fatto che alcune imprese sarebbero state contattate da «telefonisti», che avrebbero garantito loro il 100% di risultato sul prossimo bando. Questi due fatti portano a ipotizzare che qualcuno, magari all'insaputa della stessa azienda beneficiaria di agevolazione, abbia utilizzato software per l'invio delle istanze. Cosa esplicitamente proibita dal bando Inail. Uno strumento agevolativo, va ricordato, molto ambito dalle imprese, perché finanzia contributi a fondo perduto, a copertura del 50% dei costi sostenuti dalle imprese per interventi legati alla messa in sicurezza dei lavoratori.

Come funziona il sistema. Lo scorso bando emesso dall'Inail era accessibile da parte delle aziende che raggiungevano un punteggio minimo, determinato da alcuni parametri. Solo queste aziende avevano diritto a concorrere all'ottenimento dei fondi stanziati. Per farlo, le aziende hanno dovuto compilare la richiesta di contributo sul sistema telematico dell'Inail, confermando poi la domanda. A questo punto, tutte queste imprese hanno ricevuto un codice, rappresentato da una stringa identificativa di numeri e lettere, da utilizzare successivamente all'apertura dello sportello telematico, diversa a seconda delle regioni sia nella data che nell'orario. L'Inail aveva predisposto una procedura che limitasse al minimo gli accessi contemporanei, per evitare che il sistema non reggesse all'eccessivo traffico, come accaduto nella precedente edizione del bando. Per determinare quali aziende fossero ammesse, considerando che i fondi disponibili erano pari a soli 205 milioni e quindi largamente insufficienti a soddisfare le richieste, l'Inail aveva stabilito che le istanze sarebbero state finanziate in ordine cronologico. Quindi, le imprese che più velocemente sono riuscite a inserire il codice e a inviarlo hanno di fatto ottenuto il contributo. Questo ha determinato che, una volta inserite nel sistema, le imprese erano in concorrenza tra di loro e dovevano cercare di fare l'invio prima delle altre, in una gara contro il tempo. In questi casi, come si è visto, anche una frazione di secondo ha determinato l'ammissione o meno al contributo.

L'invio telematico dell'istanza. La procedura di aggiornamento della pagina, inserimento del codice e click sul pulsante di invio era influenzata sia dalla velocità del collegamento internet e del sistema a disposizione sia dalla manualità dell'operatore addetto. Coloro che hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con il sistema sostengono che i tempi minimi di esecuzione della suddetta procedura sono stati di 2,5/ 3/4/5 secondi, con punte fino a 20. In alcune regioni tuttavia, tra cui Toscana, Lombardia, Lazio, Liguria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Umbria, alcune domande sono state inviate in meno di un secondo, in altre invece sono stati registrati tempi comunque vicini al secondo.

La possibile spiegazione. Considerato che i tempi di invio sembrano inferiori rispetto a quelli ritenuti normali, sembrerebbe ipotizzabile che qualcuno, magari avendo letto il bando distrattamente, abbia utilizzato dei software appositamente realizzati per effettuare l'invio delle richieste.

E le conseguenze. Leggendo il bando in maniera attenta, però, emergono alcune indicazioni che portano a riflettere e rendono potenzialmente illegale l'utilizzo dei software di invio. Il bando, infatti, dispone che «non possono essere usati strumenti informatici di invio» e, nel caso, è prevista la facoltà per l'Inail di invalidare i codici identificativi inviati con tali strumenti. Resterà quindi da vedere se l'Inail bloccherà o meno l'erogazione sulle posizioni dubbie. Questa disposizione discende dal timore che l'utilizzo di software porti a una moltiplicazione degli accessi tale da mandare il sistema in tilt. Nell'ultimo bando, fortunatamente, questo problema non si è verificato, ma nessuno può escludere che un massiccio utilizzo di software di invio possa bloccare il sistema. Infatti, se molti si «attrezzassero», anche incoraggiati da eventuale impunità, è opportuno ricordare che l'ultimo bando prevedeva che «qualsiasi azione atta…….omissis……ad interrompere il servizio, costituisce ILLECITO PENALMENTE PERSEGUIBILE». Quindi, se la prossima edizione vedesse il manifestarsi del blocco del sistema causato dai software, gli amministratori delle imprese responsabili si potrebbero ritrovare con una denuncia penale, non trasferibile agli esecutori materiali, anche se esterni, in quanto il bando prevede che: «Si raccomanda di non divulgare gli indirizzi acquisiti durante la fase 1: in tal modo essi saranno conosciuti e utilizzati solo dagli aventi diritto». Ovviamente, rimane aperta la possibilità per l'Inail di implementare ulteriormente il sistema telematico per impedire effettivamente l'utilizzo di software.

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