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Piccoli imprenditori: si bancarotta, no fallimento

del 23/11/2012
di: La Redazione
Piccoli imprenditori: si bancarotta, no fallimento
I piccoli imprenditori, che oggi non sono più soggetti a fallimento, possono essere comunque condannati per bancarotta se il procedimento era già stato avviato nel 2006. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 45585 del 21 novembre 2012, ha reso definitiva la condanna a carico di un imprenditore di Vallo della Lucania. Questo perché, ha spiegato la prima sezione penale del Palazzaccio, il giudice penale investito del giudizio relativo a reati di bancarotta ex artt. 216 e seguenti della legge fallimentare - rd n. 267/1942 - non può sindacare la sentenza dichiarativa di fallimento non solo quanto al presupposto oggettivo dello stato di insolvenza della impresa, ma anche quanto ai presupposti soggettivi inerenti alle condizioni previste dall'art. 1 della legge fall. per la fallibilità dell'imprenditore; conseguentemente, le modifiche apportate all'art. 1 1egge fall., prima dal dlgs 9 gennaio 2006, n. 5 e poi dal dlgs 12 settembre 2007, n. 169, non esercitano influenza, ai sensi dell'art. 2 c.p., sui procedimenti penali in corso. Da ciò deriva che i fatti di bancarotta commessi prima dell'entrata in vigore del dlgs 9 gennaio 2006, n. 5, e del successivo dlgs 12 settembre 2007, n. 169, modificativi dei requisiti per l'assoggettabilità dell'imprenditore a fallimento, continuano a essere previsti come reato anche se, in base alle nuove disposizioni, l'imprenditore non potrebbe più essere dichiarato fallito. La vicenda riguarda un 66enne di Vallo della Lucania, titolare di una ditta piccolissima, che era finito sotto inchiesta per bancarotta per distrazione prima dell'entrata in vigore della riforma del diritto societario che ha richiesto come principale requisito per la pronuncia del fallimento la dimensione abbastanza consistente dell'impresa.

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