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Custodia cautelare, paletto alla pronuncia del Riesame

del 23/11/2012
di: Dario Ferrara
Custodia cautelare, paletto alla pronuncia del Riesame
Soltanto di fronte a presupposti rigorosi il Riesame si può pronunciare, in caso di contestazione a catena, sulla retrodatazione dei termini di custodia cautelare ex articolo 297, comma 3, cpp. La questione, infatti, può essere dedotta soltanto qualora si verificano due condizioni contemporaneamente: se per effetto della retrodatazione il termine sia interamente scaduto al momento della emissione del secondo provvedimento cautelare e se tutti gli elementi per la retrodatazione risultino dall'ordinanza cautelare. Lo stabiliscono le sezioni unite penali della Cassazione con la sentenza 45246/12, pubblicata il 20 novembre.

Sono le stesse caratteristiche di speditezza del procedimento incidentale cautelare che impongono al tribunale del riesame di pronunciarsi sulla retrodatazione dei termini di custodia cautelare ex articolo 297, comma 3, cpp soltanto solo quando elementi incontrovertibili che emergono dall'ordinanza impugnata consentano di ritenere sussistenti i presupposti indicati. Diversamente bisogna escludere che il Riesame possa arrivare a una pronuncia perché manca dei necessari poteri istruttori: una decisione favorevole all'indagato, infatti, potrebbe basarsi sulla sola prospettazione difensiva non sufficientemente verificata nel più ampio contraddittorio e con la completezza degli elementi di fatto e documentali utili per la decisione; una sentenza sfavorevole all'indagato, invece, potrebbe essere suggerita da una superficiale e non completa disamina di tutti i dati rilevanti (e la circostanza non sarebbe rimediabile in sede di legittimità, in considerazione dei limiti del sindacato della Suprema corte, con le negative conseguenze correlate al prodursi del cosiddetto «giudicato cautelare»). Il tribunale del Riesame, insomma, può pronunciarsi unicamente laddove dispone in modo completo degli elementi utili e necessari per la decisione: soltanto così è possibile dare spazio ai principi di economia processuale e di rapida definizione del giudizio in vista della più ampia tutela del bene primario della libertà personale.

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