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Cassa: Avvocati fuori dalla gestione separata Inps

del 22/11/2012
di: Gabriele Ventura
Cassa: Avvocati fuori dalla gestione separata Inps
Tutti gli avvocati sotto l'unico ombrello previdenziale della Cassa forense. L'obbligo di iscrizione all'Ente di categoria, previsto dalla riforma dell'avvocatura, approvata dalla Camera e tornata al Senato per la sua terza lettura, riguarderà infatti un esercito di professionisti, soprattutto giovani, che non rispettano i parametri attualmente previsti per accedere alla Cassa. A oggi, sono circa 63 mila gli avvocati che risultano iscritti agli Albi ma che sono confluiti all'Inps. Attualmente, infatti, l'obbligo di iscrizione alla Cassa scatta solo per chi supera i 10.300 euro Irpef e i 15.300 euro Iva. L'emendamento introdotto alla Camera all'art. 21, quindi, rappresenta una vera e propria rivoluzione per la professione. Entrando nel dettaglio del disegno di legge, al comma 8 si prevede che «l'iscrizione agli Albi comporta la contestuale iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense». E, al comma 9, è previsto che «la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, con proprio regolamento, determina, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, i minimi contributivi dovuti nel caso di soggetti iscritti senza il raggiungimento di parametri reddituali, eventuali condizioni temporanee di esenzione o di diminuzione dei contributi per soggetti in particolari condizioni e l'eventuale applicazione del regime contributivo». Infine, al comma 10, si specifica che «non è ammessa l'iscrizione ad alcuna altra forma di previdenza se non su base volontaria e non alternativa alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense». Molto positivo il commento del presidente della Cassa, Alberto Bagnoli, che ha definito l'emendamento una «svolta storica per gli avvocati». «Riteniamo», aggiunge, «che l'emendamento vada nella giusta direzione di riconoscere un pieno status professionale a tutti gli iscritti agli albi forensi che comprenda anche una specifica tutela previdenziale è bene aggiungere che Cassa forense, grazie alla recente riforma previdenziale, ha tutte le carte in regola per assicurare sostenibilità finanziaria e adeguatezza delle prestazioni ai suoi iscritti per un arco temporale superiore ai 50 anni, in linea con le previsioni legislative introdotte dalla legge Salva Italia». «Se la nuova norma entrerà in vigore», conclude Bagnoli, «si semplificherà e razionalizzerà il quadro previdenziale di riferimento per i giovani professionisti, spesso costretti a periodi di iscrizione alla gestione speciale Inps prima di raggiungere i parametri per l'iscrizione previsti dal nostro Ente». Quanto ai numeri di Cassa forense, ricordiamo che nell'anno 2011, la spesa per pensioni è stata di circa 645 milioni di euro con un incremento rispetto allo scorso esercizio di circa il 3%. Il numero dei trattamenti previdenziali è passato invece dai 25.179 del 31/12/2010 ai 25.397 del 31/12/2011, con un incremento pari a circa l'1%.

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