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L'Iva per cassa 2013 scalda i motori dei nuovi gestionali

del 22/11/2012
di: di Fabio Giordano
L'Iva per cassa 2013 scalda i motori dei nuovi gestionali
Sono in fase di aggiornamento, proprio in queste settimane, i software gestionali di fatturazione e di contabilità, per poter recepire le novità della nuova disciplina dell'Iva per Cassa, prevista dall'articolo 32-bis, del dl 83/2012, che prenderà avvio già dal prossimo 1/12/2012. Contestualmente verrà meno, dopo il 30/11/2012, la possibilità di emettere fatture con riferimento alla vecchia disciplina (articolo 7, del dl 185/2008), in quanto abrogata dalle nuove disposizioni. Una data insolita il 1/12/2012 dovuta alla necessità, per l'Italia, di poter fruire della disposizione della direttiva 2010/45/Ue del 13/07/2010 (terzo comma dell'art. 167-bis), che prevede che gli Stati membri possano applicare la soglia più elevata di 2 milioni di euro, senza la preventiva consultazione del Comitato Iva, a condizione che al 31/12/2012 abbiano già applicato una soglia superiore a 500 mila euro. L'adeguamento dei software è come sempre accompagnato da molti dubbi interpretativi che solo la necessità di una progettualità il più possibile affinata, che già in origine possa prevedere tutte le possibilità di utilizzo delle procedure, riesce a fare emergere.

Le software house, coordinate da Assosoftware, hanno raccolto, condiviso e catalogato (tramite il proprio forum associativo) una serie di dubbi sull'applicazione della nuova normativa, che sono stati poi comunicati agli enti di competenza. Di seguito viene fornita una sintesi, chiaramente non esaustiva, dei principali argomenti che potrebbero meritare un approfondimento in via interpretativa da parte dell'Agenzia delle entrate, e delle eventuali considerazioni correlate.

Dubbio 1. Dall'1/12/2012 è abrogata la «vecchia» Iva di Cassa, ma qualora pervenga nel corso del mese di dicembre (oppure anche successivamente) una fattura passiva emessa, ad esempio, il 30/11/2012, come andrà trattata?

Considerazioni. Si ritiene che l'effetto della sospensione dell'esigibilità dell'Iva, previsto dalla precedente normativa, connaturato al singolo documento, non venga meno per effetto della decadenza delle vecchie norme. Peraltro la cm 20/E/2009 già indicava esplicitamente, nelle ipotesi di superamento del limite del volume d'affari, che «le operazioni effettuate successivamente al superamento della soglia non possono fruire del regime dell'esigibilità differita; per le operazioni effettuate precedentemente al superamento – per le quali sia stata esercitata l'opzione di differimento – l'esigibilità dell'imposta rimane, invece, vincolata al pagamento del corrispettivo da parte del cessionario/committente o, comunque, al decorso del termine di un anno dall'effettuazione dell'operazione». Di conseguenza dovrebbe essere possibile registrare sui registri Iva, in sospensione di imposta, fatture passive o attive anche successivamente all'1/12/2012. Si ritiene, altresì, che tali documenti debbano rimanere in sospensione di imposta sino all'avvenuto pagamento o incasso degli stessi, ovvero sino al decorso di un anno dall'effettuazione dell'operazione.

Dubbio 2. Ancorché non espressamente previsto per legge, si chiede conferma che l'abrogazione della vecchia Iva per Cassa non obblighi a far confluire nella liquidazione di novembre 2012 i debiti e i crediti di Iva sospesa in base alle regole soppresse. Il dubbio potrebbe infatti sorgere dalla lettura dell'art. 7, comma 2, del decreto attuativo, che prevede per la nuova Iva per Cassa, oltre alla fuoriuscita dal regime a partire dal mese successivo a quello di superamento della soglia di 2 milioni di euro di volume d'affari, anche l'obbligo di computare nella liquidazione del mese stesso di superamento, l'ammontare dell'imposta a debito sospesa ed eventualmente quella a credito non ancora detratta.

Considerazioni. Le indicazioni fornite dall'art. 7 del decreto attuativo non possono che riferirsi esclusivamente alla nuova Iva per Cassa e non sono a nostro avviso applicabili alla vecchia normativa. In ogni caso, se così non fosse, segnaliamo che l'adeguamento dei software in tempi così brevi potrebbe risultare problematico.

Dubbio 3. Qualora, in data successiva al 30/11/2012, si renda necessario stornare una fattura emessa ai sensi dell'art. 7, del dl 185/2008, come dovrà essere emessa la nota di variazione? Ancora secondo il vecchio regime di cassa art. 7?

Considerazioni. Si ritiene, anche in coerenza con quanto sopra affermato, che anche per le note di variazione debba continuare ad applicarsi la previgente normativa, qualora applicata sul documento originario.

Dubbio 4. Si chiede conferma che i soggetti che liquidano l'Iva in sede di dichiarazione Iva annuale (ad esempio il regime delle nuove attività produttive o il regime ex art. 27, comma 3, dl 98/2011) possano optare per il regime Iva per cassa.

Dubbio 5. Il regime Iva per cassa non si applica ai soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell'imposta. Si chiede di sapere se dal nuovo regime Iva per Cassa siano esclusi anche i soggetti che fruiscono del regime speciale dei produttori agricoli (come già il regime delle attività agricole connesse, l'agriturismo, ecc.), oppure se i regimi esclusi siano unicamente quelli elencati al punto 3 della cm 20/E/2009.

Considerazioni. Il decreto attuativo sembra comprendere tra i regimi esclusi dal regime anche quelli in cui l'Iva detraibile è calcolata con criteri forfetari (viene utilizzata l'espressione «regimi speciali di determinazione dell'imposta»). Non è chiaro se l'assenza, tra i regimi esclusi elencati al punto 3 della cm 20/E/2009, sia dettata dalla volontà di far fruire agli stessi dell'agevolazione, oppure se tale elenco debba essere considerato come esclusivamente esemplificativo.

Dubbio 6. In caso multiattività (art. 36, dpr 633/1972) come si calcola il limite di due milioni di euro, sul volume d'affari di ogni singola attività separatamente oppure sul cumulo di tutte le attività?

Considerazioni. Dalla risposta fornita dall'Agenzia entrate allo Sportello Iva per Cassa del Sole 24 Ore in data 8/11/2012, sembra emergere che il volume d'affari debba essere calcolato considerando tutte le attività, comprese quelle escluse dal nuovo regime, indipendentemente dal fatto che la separazione delle attività sia obbligatoria oppure facoltativa.

Dubbio 7. Come si concilia il nuovo regime Iva per Cassa con le altre agevolazioni già esistenti, quali quello relativo al versamento differito dell'Iva delle subforniture e quello relativo al differimento dell'annotazione e liquidazione dell'Iva delle fatture emesse dagli autotrasportatori c/terzi?

Considerazioni. Sarebbe opportuno considerare alternative (almeno a livello di singola operazione) le due tipologie di agevolazione, escludendo l'una in presenza dell'altra.

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