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Imposta: l'opzione si desume dal comportamento

del 22/11/2012
di: di Franco Ricca
Imposta: l'opzione si desume dal comportamento
L'opzione per il regime Iva di cassa si desume dal comportamento concludente ed è vincolante per tre periodi d'imposta, dopo di che può essere revocata. Rimane l'obbligo di dare comunicazione all'amministrazione finanziaria con la dichiarazione annuale Iva relativa all'anno nel corso del quale la scelta ha effetto. In via di principio, l'opzione è efficace dal 1° gennaio o dalla data di inizio dell'attività; in fase di prima applicazione, però, può essere esercitata per le operazioni effettuate dal 1° dicembre prossimo. Queste, in sintesi, le disposizioni contenute nel provvedimento del 21 novembre 2012, pubblicato ieri sera sul sito dell'agenzia delle entrate, con il quale sono state stabilite le modalità per l'opzione e la revoca del regime Iva di cassa istituito dall'art. 32-bis del dl n. 83/2012. Il provvedimento si muove sul solco della disciplina delle opzioni e revoche in materia tributaria dettata dal regolamento di cui al dpr n. 442/97.

La norma di legge. Il citato art. 32-bis ha introdotto un regime Iva di cassa opzionale, del quale possono avvalersi i contribuenti con volume d'affari annuo non superiore a 2 milioni di euro, che prevede la liquidazione dell'Iva in base ad un criterio, appunto, di cassa: da un lato, l'imposta sulle operazioni imponibili fatturate nei confronti di soggetti passivi si rende dovuta quando il cliente paga il corrispettivo (ma comunque non oltre un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, salvo che il cliente, prima della scadenza di tale termine, sia assoggettato a procedura concorsuale); dall'altro, però, anche il diritto di detrarre l'Iva sugli acquisti può essere esercitato solo dopo avere pagato i fornitori (o comunque dopo il decorso di un anno dall'effettuazione dell'operazione). Disposizioni di attuazione della norma di legge sono state emanate con il dm dell'11 ottobre 2012 (non ancora apparso sulla Gazzetta Ufficiale), il quale ha anche fissato la data di decorrenza del nuovo regime: operazioni effettuate dal 1° dicembre 2012. Sia la legge che il decreto demandavano all'agenzia delle entrate il compito di individuare le modalità con le quali i contribuenti interessati devono manifestare l'opzione per avvalersi del nuovo regime.

Il provvedimento dell'agenzia. Al riguardo, il provvedimento stabilisce innanzitutto che l'opzione per la liquidazione dell'Iva per cassa si desume dal comportamento concludente del contribuente, secondo il principio generale introdotto con il dpr n. 442/97, ed è comunicata all'amministrazione nella prima dichiarazione annuale Iva da presentare “successivamente alla scelta effettuata”. In proposito, nelle motivazioni del provvedimento, richiamando le istruzioni del quadro VO, si precisa opportunamente che la comunicazione va resa nella dichiarazione relativa all'anno in cui è esercitata l'opzione (ad esempio, nella dichiarazione Iva 2014 per il 2013, qualora l'opzione sarà attivata dal 1° gennaio 2013).

Il provvedimento stabilisce poi che l'opzione ha effetto dal 1° gennaio dell'anno in cui è esercitata (oppure dalla data di inizio dell'attività, se il contribuente intende avvalersene da tale momento) ed è vincolante per almeno un triennio (salvo che venga superata la soglia di fatturato di 2 milioni). Decorso il triennio, l'opzione è efficace fino a quando non sia revocata, con comunicazione da effettuare con le stesse modalità dell'opzione.

In fase di prima applicazione, poiché il dm consente l'attivazione del regime particolare dal 1° dicembre 2012, l'opzione può essere esercitata con effetto da tale data e dovrà essere comunicata con la dichiarazione Iva 2013 per il 2012; in tal caso, ai fini del triennio minimo, il 2012 si computa quale primo anno di applicazione del regime.

Il provvedimento ribadisce poi che la scelta del regime di cassa implica l'obbligo di riportare specifica annotazione sulle fatture emesse, rammentando però che l'eventuale omissione è violazione formale.

A proposito di violazioni, infine, il provvedimento prevede che si considerano valide le comunicazioni effettuate con la dichiarazione annuale presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, ferma la sanzione per il ritardo. Va però ricordato, al riguardo, che l'efficacia della scelta dipende soltanto dal comportamento concludente.

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