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Previdenza: la spesa pensionistica cresce dell'1,7%

del 21/11/2012
di: Simona D'Alessio
Previdenza: la spesa pensionistica cresce dell'1,7%
Spesa pensionistica in ascesa, nel nostro paese: l'incremento va dai 191,2 miliardi di euro nel 2010 ai 194,4 miliardi dello scorso anno (includendo le indennità di accompagnamento per gli invalidi civili), con un progresso dell'1,7%, pari a 3,2 miliardi. E, se negli ultimi 12 mesi i nuovi assegni sono stati complessivamente 964 mila e 487 (con un decremento medio del 14,5% in un anno), per 7,2 milioni di persone (il 52% del totale) la prestazione mensile non supera i 1.000 euro. Un sistema adesso «sostenibile nel lungo termine, grazie alle nuove regole previdenziali», secondo il ministro del welfare Elsa Fornero, intervenuta ieri alla presentazione del Bilancio sociale dell'Inps con il presidente dell'istituto, Antonio Mastrapasqua, a Roma. «Nonostante il periodo difficile che l'economia italiana sta attraversando», si legge nel dossier, migliorano le entrate contributive: nel 2011 sono arrivate a quota 150,8 miliardi, registrando un innalzamento di 3,2 miliardi (+2,2%).

I titolari di almeno un trattamento sono 13 milioni 941 e 802 mila, in maggioranza donne (54%), di cui circa il 74% incassa una sola prestazione, poco più del 21% è destinatario di due, il 5% di tre e anche oltre; oltre la metà dei nuovi assegni, il 54,5%, è costituito da pensioni di vecchiaia e di anzianità (in calo del 21% rispetto al 2010 con -77 mila 407 assegni liquidati), mentre l'età media è rispettivamente di 63,6 anni per gli uomini e di 58,8 per le donne, con importi oscillanti da 598 euro mensili (vecchiaia) a 1.767 (anzianità). La «torta» delle uscite dell'Inps è così suddivisa: le erogazioni per vecchiaia e anzianità pesano per oltre il 77%, seguite dalle pensioni ai superstiti (indirette e di reversibilità) con il 16,5%, infine il restante 6% attiene ai trattamenti di invalidità e inabilità. Nell'ambito del lavoro dipendente, le prestazioni liquidate nel corso del 2011, con decorrenza nello stesso anno, presentano mediamente un importo mensile di 1.916 euro con un'età di godimento dei beneficiari pari a 58,5 anni, condizione più agevole rispetto agli autonomi, che vantano un valore dell'assegno di 1.295 euro e il cui dato anagrafico sale a 59 anni. Quasi la metà dei percettori, infine, si concentra nelle regioni settentrionali, mentre al Sud e al Centro risiedono il 31% e il 19% del totale, potendo contare su redditi pensionistici che variano dai 920 euro mensili nel Mezzogiorno ai 1.238 al Nord.

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