I titolari di almeno un trattamento sono 13 milioni 941 e 802 mila, in maggioranza donne (54%), di cui circa il 74% incassa una sola prestazione, poco più del 21% è destinatario di due, il 5% di tre e anche oltre; oltre la metà dei nuovi assegni, il 54,5%, è costituito da pensioni di vecchiaia e di anzianità (in calo del 21% rispetto al 2010 con -77 mila 407 assegni liquidati), mentre l'età media è rispettivamente di 63,6 anni per gli uomini e di 58,8 per le donne, con importi oscillanti da 598 euro mensili (vecchiaia) a 1.767 (anzianità). La «torta» delle uscite dell'Inps è così suddivisa: le erogazioni per vecchiaia e anzianità pesano per oltre il 77%, seguite dalle pensioni ai superstiti (indirette e di reversibilità) con il 16,5%, infine il restante 6% attiene ai trattamenti di invalidità e inabilità. Nell'ambito del lavoro dipendente, le prestazioni liquidate nel corso del 2011, con decorrenza nello stesso anno, presentano mediamente un importo mensile di 1.916 euro con un'età di godimento dei beneficiari pari a 58,5 anni, condizione più agevole rispetto agli autonomi, che vantano un valore dell'assegno di 1.295 euro e il cui dato anagrafico sale a 59 anni. Quasi la metà dei percettori, infine, si concentra nelle regioni settentrionali, mentre al Sud e al Centro risiedono il 31% e il 19% del totale, potendo contare su redditi pensionistici che variano dai 920 euro mensili nel Mezzogiorno ai 1.238 al Nord.
