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Giudici tributari decaduti solo con diffida preventiva

del 20/11/2012
di: Sergio Trovato
Giudici tributari decaduti solo con diffida preventiva
Il giudice tributario decade dall'incarico se esercita attività di consulenza o assistenza tributaria. Tuttavia, è illegittimo il decreto del ministro delle finanze che dichiara la decadenza se non è preceduto da un atto di diffida, che consenta all'interessato di rimuovere la causa d'incompatibilità entro il termine di 15 giorni dalla comunicazione. La diffida, infatti, anche se non prevista nell'ambito del procedimento di decadenza, è un istituto a carattere generale applicabile sia agli impiegati che ai magistrati. Questo importante principio è stato affermato dal Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sezione staccata di Lecce, con la sentenza n. 1811 del 25 ottobre 2012.

Secondo i giudici amministrativi l'istituto della diffida, a cessare dalla situazione di incompatibilità entro quindici giorni dalla comunicazione, trova la sua ragion d'essere: «a) nella opportunità (ritenuta dal legislatore) della formulazione, da parte dell'amministrazione, di una valutazione in concreto in ordine alla situazione di incompatibilità; b) di conseguenza, nella concessione di un termine entro il quale deve cessare la situazione di incompatibilità». E anche se la diffida non è prevista dall'articolo 12 del decreto legislativo 545/1992, che disciplina il procedimento di decadenza, un congruo termine per rimuovere l'accertata causa d'incompatibilità deve essere concesso sia agli impiegati che ai magistrati, in base alla normativa «che regola il pubblico impiego non contrattualizzato» (art. 63 del dpr n. 3/1957).

Con la pronuncia del Tar Puglia viene però ribadito che i professionisti non possono esercitare l'attività di giudice tributario. In effetti, anche con gli ultimi interventi normativi (dl 98/2011) sono state rafforzate le cause di incompatibilità. Non possono essere nominati giudici coloro che in qualsiasi forma, anche se in modo saltuario o accessorio ad altra prestazione, prestano la consulenza tributaria, detengono le scritture contabili e redigono i bilanci. L'impedimento si estende a chi svolge attività di consulenza, assistenza o rappresentanza, a qualsiasi titolo, di contribuenti, associazioni di contribuenti, società di riscossione dei tributi o di altri enti impositori.

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