Consulenza o Preventivo Gratuito

Sovraffollamento: 140 detenuti ogni 100 posti letto

del 20/11/2012
di: di Simona D'Alessio
Sovraffollamento: 140 detenuti ogni 100 posti letto
Nelle prigioni italiane si trovano più di 140 detenuti ogni 100 posti letto (142,5%), mentre la media europea è del 99,6%. In alcuni contesti, però, la situazione è ben oltre l'invivibilità: ad esempio, nel carcere messinese di Mistretta il tasso di sovraffollamento è del 269%, in quello di Brescia del 255%. E, sui 66.685 reclusi che, nella maggioranza dei casi, sono finiti dietro le sbarre per reati contro il patrimonio o legati al traffico di droga, uno su tre è straniero, dato ormai stabile nel tempo. Antigone, l'associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, solleva il velo sulla realtà delle case circondariali del nostro paese rivelando, nel suo rapporto annuale illustrato ieri, a Roma, come la popolazione carceraria sia composta prevalentemente da uomini (le donne si fermano al 4,2%), e che circa il 40% abbia meno di 35 anni. Quanto alla provenienza geografica, in testa c'è la Campania che ha dato i natali al 26,3% dei detenuti, poi la Sicilia (17,9%), la Puglia (10,5%), la Calabria con l'8,6%, la Lombardia con il 7,3% e il Lazio (6,5%); le nazionalità più rappresentate fra gli stranieri (23.789 persone in cella) sono quella marocchina (19,4%), a seguire ci sono i romeni (15,3%), i tunisini (12,7%), gli albanesi (11,9%) e i nigeriani (4,4%). In aumento i condannati all'ergastolo: attualmente raggiungono quota 1.567, nel 2005 si fermavano a 1.224.

Il dossier analizza la scarsa efficacia delle recenti normative per combattere il fenomeno del sovraffollamento (fra cui il cosiddetto decreto «Salva-carceri», convertito nella legge 9/2012 a febbraio, che secondo il ministro Paola Severino avrebbe permesso a 3.500 reclusi di scontare a casa gli ultimi 18 mesi di detenzione, ndr), poiché si è passati dalle 64.791 unità del 2009 alle odierne 66.685 (1.894 in più); fino al 31 ottobre 2012, risultano usciti 8.267 detenuti, di cui 539 donne (il 6,5%) e 2.283 stranieri (il 26,7%).

A giudizio di Antigone, invece, sta dando migliori frutti il ricorso ai domiciliari, intervento sempre voluto dal Guardasigilli del governo Monti, per contenere il fenomeno delle «porte girevoli», ovvero la permanenza in prigione per pochi giorni di gente arrestata per reati minori: nel primo semestre di quest'anno gli arrivi sono stati 32.925, il 18,5% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2011, sebbene la cifra risenta del trend discendente dei nuovi ingressi (-5,1% nel 2009, -9% lo scorso anno).

vota