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Patto fiscale, la Svizzera accelera con l'Italia

del 20/11/2012
di: di Tancredi Cerne
Patto fiscale, la Svizzera accelera con l'Italia
La Svizzera stringe i tempi sull'accordo fiscale con l'Italia. Entro la fine dell'anno il governo di Berna vorrebbe portare a compimento il tortuoso cammino dell'intesa tributaria con Roma sulla scia di quanto fatto con Germania, Regno Unito e Austria. La conferma è arrivata ieri dall'ambasciatore Oscar Knapp, responsabile della Divisione mercati della Segreteria di Stato svizzera per le questioni finanziarie internazionali. «I negoziati tra i due paesi procedono bene», ha spiegato Knapp. «Siamo abbastanza fiduciosi che riusciremo a trovare un accordo da sottoporre ai governi entro il 21 dicembre». Se le delegazioni tecniche di Roma e Berna dovessero raggiungere l'intesa entro l'anno, a quel punto la parola passerebbe alla politica sottoponendo i termini dell'accordo ai rispettivi governi per la ratifica. In base alle prime indiscrezioni trapelate dai tavoli tecnici, l'intesa fiscale tra Svizzera e Italia sembra destinata a seguire, nella sostanza, quella già siglata da Berna con Berlino, Londra e Vienna. Per il relatore al disegno di legge di stabilità Renato Brunetta: «L'accordo fiscale con la Svizzera potrebbe dare da 25 a 35 mld una tantum, più un gettito importante permanente». Per Brunetta: «La parte una tantum può essere utilizzata, per esempio, per realizzare infrastrutture; mentre l'imposta fissa, che darà un gettito molto minore, può coprire costi permanenti, che possono andare dalla diminuzione dell'imposizione fiscale al finanziamento delle cure per i malati di Sla».In altre parole, i capitali italiani depositati nei caveau delle banche svizzere potrebbero essere assoggettati a un'imposta liberatoria alla fonte compresa tra il 21 e il 41% per regolarizzare i capitali finora depositati in nero nelle banche elvetiche sanando le posizioni passate. Sui redditi futuri, invece, potrebbe essere applicata un'imposta del 26% come nel caso della Germania. La somma, in questo caso, sarebbe consegnata al fisco italiano ma i titolari dei conti rimarrebbero anonimi agli occhi dell'Erario. Non solo. Nel negoziato con l'Italia, secondo i dettagli forniti ieri da Knapp, ci sarebbero dei punti sui quali si è già trovata una soluzione e altri ancora in discussione. Tra questi, come anticipato da ItaliaOggi il 10 ottobre scorso, la possibilità che la Svizzera fornisca all'Italia una lista dei paesi in cui i clienti italiani potrebbero decidere di trasferire i loro conti attualmente detenuti in Svizzera, come già previsto nell'accordo con Germania e Gran Bretagna. E inoltre l'accordo strutturato, sul modello di quelli già firmati con Gran Bretagna, Germania e Austria (si veda altro articolo in pagina), metterà al riparo il totem del segreto bancario. La contropartita infatti sarà la possibilità di derogare all'automatismo nello scambio di informazioni e mettere una volta per tutte in chiaro l'impegno da parte degli stati contraenti di acquisire cd con i dati dei depositi all'estero dei proprio contribuenti. Le informazioni infatti nello scambio automatico dovranno essere selezionate e cioè richiedibili per casi specifici. L'entusiasmo mostrato dal delegato di Berna nei confronti di una risoluzione in tempi rapidi del braccio di ferro con Roma non sembra, tuttavia, confermato dallo scetticismo che sembra ancora regnare nello Stivale. «Si sta lavorando per un risultato positivo, ma ci sono ancora punti aperti», hanno ammesso dal Tesoro. D'altra parte, soltanto pochi giorni fa, all'inizio di novembre, il ministro dell'economia Vittorio Grilli a Città del Messico, in occasione del G20 dei ministri economici aveva dichiarato: «Stiamo lavorando all'intesa con Berna, ma un accordo deve essere fatto nell'interesse di entrambi i paesi. All'Italia interessa che si rispettino le regole di trasparenza, non abbiamo motivi per credere che non possa essere fatto un accordo all'interno di quelle regole». E alla domanda se si potesse arrivare a chiudere l'intesa entro fine anno, Grilli aveva spiegato: «Si tratta di un negoziato. Ci stiamo impegnando per farlo arrivare a maturazione nel più breve tempo possibile, è difficile dire se sarà entro l'anno o no».

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