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Reddito: senza organizzazione non si paga l'Irap

del 17/11/2012
di: La Redazione
Reddito: senza organizzazione non si paga l'Irap
L'amministratore o sindaco di una società non paga l'Irap se dimostra di non avvalersi di un'autonoma organizzazione anche se ha percepito redditi considerevoli. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 20190 del 16 novembre 2012, ha accolto il ricorso di un professionista. Dunque i giudici del Palazzaccio hanno bocciato il verdetto della Ctr del Veneto che aveva così motivato il prelievo fiscale, dopo aver riconosciuto che i redditi del contribuente derivavano per lo più dalla sua attività di sindaco: «Sarebbe illogico ed estraneo alla realtà dei ,fatti ipotizzare che l'odierno ricorrente abbia operato per le proprie pratiche utilizzando una minima organizzazione ed abbia per converso partecipato ad una associazione professionale, operante nello stesso ambito, la quale si sia avvalsa di una struttura organizzativa corrispondente alla notevole entità del reddito conseguito. Del resto, riscontro obiettivo di tale considerazione è dato pure dalla dimensione dei redditi, anche quelli discendenti dall'attività personale, oggettivamente conseguiti, i quali hanno raggiunto un'entità, sicuramente significativa in via assoluta realisticamente non attingibile senza un'adeguata struttura organizzata, net senso sopraindicato». Ad avviso della Cassazione, dunque, questa motivazione sarebbe pertinente se non coinvolgesse anche i compensi percepiti come sindaco di una società, «per i quali è ben possibile ipotizzare il professionista abbia percepito redditi considerevoli utilizzando le strutture di pertinenza non sue, ma della società».

A spianare la strada alla decisione di ieri che sembra ormai aver completamente sdoganato dall'Irap i compensi di sindaco e amministratore senza lo studio, o con un piccolissimo supporto, è un'altra pronuncia della Cassazione, di meno di un anno fa, la n. 27983 del 21 dicembre, secondo cui il commercialista non è tenuto al versamento dell'Irap sui redditi percepiti in qualità di sindaco di società anche se a studio svolge attività professionale avvalendosi di praticanti e segretaria. In quell'occasione la sezione tributaria ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate presentato contro la decisione della Ctr di Verona.

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