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Tributi: discoteca galleggiante, locazione Iva esente

del 16/11/2012
di: Franco Ricca
Tributi: discoteca galleggiante, locazione Iva esente
Ai fini della disposizione comunitaria che esenta dall'Iva le locazioni di immobili, per stabilire se un determinato bene debba qualificarsi mobile oppure immobile, si devono prendere in considerazione tutte le circostanze del caso concreto, tra le quali la destinazione funzionale del cespite. Di conseguenza, la locazione di una casa galleggiante stabilmente ancorata al fondale e destinata permanentemente alla gestione di un ristorante-discoteca, del pontile, del terreno e della superficie di acqua adiacenti, si considera come un'unica operazione avete a oggetto un immobile, come tale rientrante nel trattamento di esenzione. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 15 novembre 2012, resa nel procedimento C-532/11, promosso dai giudici tedeschi nell'ambito di una causa civile intentata da una contribuente contro i suoi consulenti in seguito a un accertamento tributario notificatole dal fisco per non avere applicato l'Iva sul descritto contratto di locazione, che essa, su parere dei consulenti, aveva ritenuto esente dall'imposta sul presupposto che avesse ad oggetto beni immobili. Le questioni poste alla Corte miravano a chiarire principalmente se, ai fini dell'art. 13, parte B, lettera b), della sesta direttiva, la nozione di affitto e di locazione di beni immobili comprenda la locazione di una casa galleggiante, compresi lo spazio per l'ormeggio e il pontile attigui, che è immobilizzata mediante ormeggi non facilmente rimovibili, che occupa un'area circoscritta e identificabile delle acque del fiume ed è esclusivamente destinata, in base al contratto di locazione, alla gestione permanente di un ristorante discoteca, e se, in tali circostanze, si configuri un'unica operazione esente dall'Iva. Nella sentenza, la Corte osserva che occorre esaminare la situazione della casa galleggiante non isolatamente, ma tenendo conto della sua collocazione. Posto che la parte emersa del suolo attiguo all'area sull'acqua della casa galleggiante, come pure la parte sommersa del fiume su cui poggia la casa debbono considerarsi beni immobili, e considerato che l'utilizzo della casa impedisce in modo permanente ogni altro utilizzo delle acque da essa coperte, la casa galleggiante, la parte emersa del suolo e la parte sommersa del bacino fluviale costituiscono un quid unico che costituisce l'oggetto principale del contratto di locazione. Risulta inoltre che la casa galleggiante, sprovvista di impianto di propulsione, è immobilizzata da diversi anni (anche se in origine era stata realizzata per consentire l'attraversamento del fiume), ed è fissata con mezzi che non possono essere rimossi facilmente, senza sforzi e senza affrontare costi non trascurabili. La Corte ha già dichiarato, in passato, che per considerare una costruzione un bene immobile non è necessario che essa sia indissolubilmente incorporata al suolo. Il contratto di locazione, poi, stipulato per cinque anni, non evidenzia alcuna volontà delle parti di conferire carattere occasionale e temporaneo all'uso della casa galleggiante, destinata esclusivamente alla gestione permanente di un ristorante discoteca; essa, inoltre, dispone di un recapito postale, di una linea telefonica ed è allacciata alle reti di alimentazione idrica ed elettrica.

In base alle descritte circostanze, la sentenza conclude che, nella fattispecie, si è in presenza di un'operazione unica, consistente in una locazione immobiliare esente dall'Iva.

Esenzione servizi assistenziali - Con un'altra sentenza resa in pari data nel procedimento C-174/11, anche questo promosso dai giudici tedeschi, la corte ha stabilito che, ai fini dell'applicazione del regime di esenzione dall'Iva sulle prestazioni di servizi e sulle cessioni di beni strettamente connesse con l'assistenza sociale e la sicurezza sociale, effettuate da organismi di diritto pubblico o da altri organismi riconosciuti come aventi carattere sociale dallo stato membro, non è conforme alla normativa comunitaria la norma nazionale che, in relazione a taluni prestatori, subordini l'esenzione alla condizione che, nell'anno precedente, in almeno due terzi dei casi, il costo dei servizi sia stato assunto dagli enti di previdenza o assistenza sociale.

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