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Tasse: conti correnti esteri, bollo di 34,20 euro

del 16/11/2012
di: Fabrizio Vedana
Tasse: conti correnti esteri, bollo di 34,20 euro
La detenzione di un conto corrente in Svizzera sarà tassata come se il conto fosse in Italia. Lo prevede il ddl Stabilità, approdato ieri in aula alla Camera, modificando l'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Nessuna disparità di trattamento, quanto a imposta di bollo fissa applicabile, tra i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in Paesi dell'Unione europea e quelli detenuti in Paesi extra Ue.

L'attuale articolo 19, comma 20, del decreto Salva Italia (dl 201/2011) prevede invece che il bollo fisso di 34,20 euro sia applicabile ai soli conti correnti e libretti detenuti dai contribuenti italiani in Stati Ue prevedendo quindi una diversa e maggiore tassazione per quelli detenuti in Paesi extra Ue come, per esempio, Svizzera, San Marino, Montecarlo o Singapore.

Trattasi di una novità attesa dagli operatori bancari esteri, ed in particolare da quelli localizzati in determinati Stati, presso i quali molti Italiani hanno deciso di aprire un conto corrente vuoi per motivi di diversificazione del rischio Paese, vuoi per timori di rischio default del sistema bancario, vuoi per semplici ragioni emotive.

Il ddl Stabilità prevede, inoltre, che l'imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero (cosiddetta Ivafe) così come l'imposta di bollo fissa di 34,20 euro sui conti correnti e sui libretti detenuti all'estero, trovino applicazione solo a partire dall'anno 2012, eliminando quindi il riferimento all'anno 2011 che tanti dubbi aveva generato nell'applicazione della nuova imposta.

Alla luce delle modifiche apportate dal ddl Stabilità il nuovo tenore dell'articolo 19, comma 20, del decreto legge 201 del 2011 sarà pertanto il seguente:

L'imposta di cui al comma 18 (ndr trattasi della nuova imposta sulle attività finanziarie detenute all'estero detta anche Ivafe) è stabilita nella misura dell'1 per mille annuo, per il 2012, e dell'1,5 per mille, a decorrere dal 2013, del valore delle attività finanziarie. Per i conti correnti e i libretti di risparmio l'imposta è stabilita in misura fissa pari a quella prevista dall'articolo 13, comma 2-bis, lettera a), della tariffa, parte I, allegata al dpr 26 ottobre 1972, n. 642. Il valore è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenute le attività finanziarie, anche utilizzando la documentazione dell'intermediario estero di riferimento per le singole attività e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso.

Il ddl Stabilità, ancora una volta modificando l'articolo 19 del decreto Salva Italia del dicembre scorso, ha poi previsto importanti modifiche alla neo istituita Imposta sul valore degli immobili all'estero (trattasi della cosiddetta Ivie).

Con le modifiche introdotte dal ddl Stabilità si prevede che l'Ivie sia pari allo 0,4% (anziché lo 0,76%) nel caso in cui l'immobile sia adibito, anche se detenuto all'estero, ad abitazione principale.

Tale agevolazione (applicazione dell'imposta nella misura dello 0,4% anziché nella misura ordinaria dello 0,76%) non viene quindi più limitata ai soli soggetti che prestano lavoro all'estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e alle persone fisiche che lavorano all'estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l'Italia la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal Testo Unico delle imposte sui redditi, in base ad accordi internazionali ratificati.

Con la nuova disposizione non è più richiesto al contribuente italiano di avere un tale requisito soggettivo ma semplicemente di aver deciso di eleggere all'estero, in qualsiasi Stato, la propria residenza principale.

Anche in tal caso, inoltre, il ddl Stabilità prevede che l'Ivie trovi applicazione solo a partire dall'anno 2012, eliminando quindi il riferimento all'anno 2011 che tanti dubbi aveva generato nell'applicazione della nuova tassa.

Alla luce delle modifiche apportate dal ddl Stabilità il nuovo tenore dell'articolo 19, comma 15-bis, del decreto legge 201 del 2011 sarà pertanto il seguente:

L'imposta di cui al comma 13 (trattasi dell'imposta sul valore degli immobili situati all'estero, ndr) è stabilita nella misura ridotta dello 0,4% per l'immobile adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze. Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione prevista dal periodo precedente è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L'importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l'importo massimo di 400 euro.

Con una norma di non semplice applicazione il ddl Stabilità prevede, infine, che i versamenti relativi all'imposta sul valore degli immobili situati all'estero (Ivie) e all'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero (Ivafe) effettuati per l'anno 2011 in conformità al provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 5 giugno 2012 si considerano eseguiti in acconto per l'anno 2012, ai sensi, rispettivamente, dei commi 17 e 22 dell'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come da ultimo modificati dal comma 31 del presente articolo.

Tale norma mira, pertanto, ad assicurare che i versamenti già effettuati dai contribuenti nel corso del corrente anno non debbano essere restituiti dallo Stato ma trattenuti, appunto, a titolo di acconto in quanto relativi al versamento delle nuove imposte per l'anno 2012.

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