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Caro-asilo, un aiuto alla famiglie da Cadiprof

del 15/11/2012
di: La Redazione
Caro-asilo, un aiuto alla famiglie da Cadiprof
Trecentodue euro al mese per mandare il proprio figlio all'asilo comunale, ma la retta per i dipendenti degli studi professionali è più leggera, grazie a Cadiprof che arriva a coprire fino al 20% delle spese sostenute per la frequenza all'asilo nido dei propri figli di età non superiore a quattro anni. Il rimborso parziale delle spese per l'asilo è uno degli asset del Pacchetto famiglia, il piano socio-assistenziale lanciato dalla Cassa nel 2009 per venire incontro alle esigenze degli assistiti che hanno figli in età pre-scolare e ogni mese devono fare i conti con le rette dell'asilo. Considerando dieci mesi di effettivo utilizzo del servizio, la spesa media annua di una famiglia supera i 3 mila euro, fra difficoltà di accesso, alti costi e disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un'altra provincia, e doppi tra province nell'ambito di una stessa regione. Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile è pari a 547 euro e risulta sette volte più cara rispetto a Catanzaro (70), il triplo rispetto a Roma (146) e più che doppia rispetto a Milano (232). Marcate differenze anche all'interno di una stessa regione: in Veneto, la retta più cara, in vigore a Belluno (525 euro mese per il tempo pieno) supera di 316 euro la più economica registrata a Venezia. Analogamente nel Lazio la retta che si paga a Viterbo (396 euro) supera di 250 euro la più economica registrata a Roma. E le differenze ci sono anche tra le realtà che hanno il tempo ridotto: al Sud, in Sicilia tra la retta di Caltanissetta (220 euro) e quella di Agrigento la differenza è di 130 euro.

I conti in tasca alle famiglie li ha fatti Cittadinanzattiva, che ha fotografato la situazione degli asili nido del nostro paese. L'indagine ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle amministrazioni comunali interessate all'indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.

In questo scenario si colloca il welfare contrattuale della Cassa che per la frequenza all'asilo dei figli degli iscritti a Cadiprof arriva a coprire fino a 600 euro l'anno (elevati a 800 euro nel caso di figli portatori di handicap ex lege 104/92), per due annualità scolastiche. Si tratta di una delle prestazioni più gettonate dagli oltre 286 mila iscritti alla Cassa. Tra il 2010 e il 2012 le richieste pervenute alla Cassa sono state più di 7 mila e solo nel 2011 quasi 3 mila dipendenti degli studi hanno beneficiato del rimborso per la frequenza dei figli all'asilo (2.600 nel 2010). Tra le prestazioni erogate dalla Cassa, attraverso il Pacchetto famiglia, l'asilo nido è la voce di spesa più consistente e, nel triennio 2010-2012, Cadiprof ha erogato circa 3 milioni di euro di rimborsi (vedi tabella in pagina). «Osservando i dati di Cittadinanzattiva emergono tutte le criticità dei servizi all'infanzia e le difficoltà degli enti locali, costrette tra tagli e patto di stabilità, a investire sulle future generazioni», afferma il presidente Cadiprof, Gaetano Stella. «In questo ambito, il welfare contrattuale assume un ruolo di ammortizzatore sociale fondamentale per il sistema Paese e possiamo dire che, ancora una volta, la Cassa conferma la sua funzione di sostegno, anche economico, a favore degli assistiti. In questi ultimi tre anni abbiamo messo in atto una politica attenta alle problematiche sociali dei nuclei familiari, in particolare quelli con bambini piccoli. E continueremo a farlo, perché i fondi di assistenza sanitaria integrativa saranno sempre più chiamati a intervenire per colmare le lacune della spesa sociale».

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