I conti in tasca alle famiglie li ha fatti Cittadinanzattiva, che ha fotografato la situazione degli asili nido del nostro paese. L'indagine ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle amministrazioni comunali interessate all'indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.
In questo scenario si colloca il welfare contrattuale della Cassa che per la frequenza all'asilo dei figli degli iscritti a Cadiprof arriva a coprire fino a 600 euro l'anno (elevati a 800 euro nel caso di figli portatori di handicap ex lege 104/92), per due annualità scolastiche. Si tratta di una delle prestazioni più gettonate dagli oltre 286 mila iscritti alla Cassa. Tra il 2010 e il 2012 le richieste pervenute alla Cassa sono state più di 7 mila e solo nel 2011 quasi 3 mila dipendenti degli studi hanno beneficiato del rimborso per la frequenza dei figli all'asilo (2.600 nel 2010). Tra le prestazioni erogate dalla Cassa, attraverso il Pacchetto famiglia, l'asilo nido è la voce di spesa più consistente e, nel triennio 2010-2012, Cadiprof ha erogato circa 3 milioni di euro di rimborsi (vedi tabella in pagina). «Osservando i dati di Cittadinanzattiva emergono tutte le criticità dei servizi all'infanzia e le difficoltà degli enti locali, costrette tra tagli e patto di stabilità, a investire sulle future generazioni», afferma il presidente Cadiprof, Gaetano Stella. «In questo ambito, il welfare contrattuale assume un ruolo di ammortizzatore sociale fondamentale per il sistema Paese e possiamo dire che, ancora una volta, la Cassa conferma la sua funzione di sostegno, anche economico, a favore degli assistiti. In questi ultimi tre anni abbiamo messo in atto una politica attenta alle problematiche sociali dei nuclei familiari, in particolare quelli con bambini piccoli. E continueremo a farlo, perché i fondi di assistenza sanitaria integrativa saranno sempre più chiamati a intervenire per colmare le lacune della spesa sociale».
