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Reati: manager indagato, niente condono fiscale

del 15/11/2012
di: di Debora Alberici
Reati: manager indagato, niente condono fiscale
Niente condono fiscale per la società nel caso in cui il suo amministratore sia stato indagato per reati tributari contemplati nel dlgs. 74 del 2000.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19862 del 14 novembre 2012, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria ribaltando il verdetto della Ctr che aveva legittimato il condono Tremonti a un'azienda, nonostante la condanna penale del suo amministratore per evasione. In fondo alle interessanti motivazioni e nel rinviare la decisione ai giudici di merito gli Ermellini hanno stabilito il nuovo principio di diritto per cui «l'esclusione dalla definizione agevolata contemplata dall'ultimo nucleo normativo del primo comma dell'art. 15 della legge n. 289 del 2002 si applica alle società i cui rappresentanti legali siano stati destinatari dell'azione penale per i reati previsti dal decreto legislativo n. 74 del 2000, qualora la contribuente abbia avuto formale conoscenza di tale esercizio entro la data di perfezionamento della definizione». Questo perchè, spiega ancora Piazza Cavour, in virtù dell'imputazione organica, l'amministratore è braccio operativo della società e il reato da lui commesso nell'interesse della società lo rende strumento di questa per il perseguimento di vantaggi illeciti. Sarebbe dunque frustrata la finalità perseguita dal legislatore con la norma in esame d'impedire, dopo la conoscenza formale dell'esercizio dell'azione penale nei confronti del reo, che possano essere lucrati, mediante il ricorso alle procedure di definizione agevolata, vantaggi fiscali, comunque connessi al compimento di reati sanzionati dal decreto legislativo n. 74 del 2000. In altri termini, diaframma della personalità giuridica della società rispetto al suo amministratore viene eliso, rispetto alle condotte svolte dal rappresentante legale per conto della società, dal rapporto d'imputazione organica. «Questo rapporto non consente di estendere alla persona giuridica la responsabilità penale personale del suo amministratore ma è veicolo di trasmissione ad essa di tutte le altre conseguenze che a tale responsabilità si rimandano».

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