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Emendamento: dismissioni forzate per le Casse

del 14/11/2012
di: di Ignazio Marino
Emendamento: dismissioni forzate per le Casse
Lo Stato riprova a fare cassa attingendo alle risorse degli enti previdenziali dei professionisti. Non si sono ancora spente le polemiche sul prelievo forzoso della Spending review (il 5% nel 2012 e il 10% nel 2013 sui consumi intermedi da versare alle finanze pubbliche) che arriva un emendamento alla legge di stabilità proposto dal ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi che dà la possibilità agli inquilini degli istituti pensionistici di acquistare le unità abitative pagando 150 volte il canone mensile di locazione. La disposizione determinerebbe maggiori entrate, dirette o indirette, per lo Stato, pari a circa 120 milioni di euro. L'emendamento che da un paio di giorni circola all'interno di diversi comitati di inquilini della Capitale, sarebbe stato presentato ieri in commissione bilancio. Il condizionale è d'obbligo, considerando lo scontro che ha aperto fra le casse di previdenza e il governo per via della violazione dell'autonomia privata delle gestioni previdenziali le quali, se il provvedimento passasse, ne avrebbero un ingente danno. Un'operazione che l'Adepp, l'associazione degli enti privatizzati guidata da Andrea Camporese, ha bollato come «sconcertante» e che dovrà fare i conti con la ferma opposizione di alcuni esponenti del Pdl tra i quali figurano anche Giuseppe Marinello (il vicepresidente della Commissione bilancio della camera) e Marco Marsilio che parlano di campagna elettorale da parte di Riccardi sulla pelle degli inquilini.

Il Piano Riccardi. Come per tutti i recenti provvedimenti per la finanza pubblica, ancora una volta è il contestato elenco Istat delle p.a. a tirare dentro gli istituti pensionistici dei professionisti. L'emendamento prevede che entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, salvo diverso accordo scritto tra le parti, gli enti e le casse di previdenza e assistenza, degli ordini e dei collegi professionali, provvedono direttamente all'alienazione in favore del conduttore delle unità abitative, anche se conferite a fondi immobiliari chiusi. A patto che gli alloggi siano stati costruiti antecedentemente al 1° gennaio 1977 e non classificate di pregio artistico o storico, siano privi delle caratteristiche delle abitazioni di lusso, siano locati in base a contratto a patto libero indicizzato, siano ad uso esclusivo di abitazione del titolare del contratto di locazione. Il prezzo della vendita è determinato in una somma pari a centocinquanta volte il canone mensile indicizzato corrisposto al momento dell'entrata in vigore della presente legge od aggiornato ai sensi del presente comma. Anche ai fini dell'acquisto, ai conduttori, in regime di proroga od in attesa di rinnovo, il canone mensile viene ricalcolato in base all'indice annuo dell'Istat utilizzato in materia di locazioni. L'immobile acquistato non potrà essere alienato, locato o ceduto a qualsiasi titolo, per almeno dieci anni dall'acquisto, a pena di nullità del relativo contratto. Per l'acquirente ultrasettantacinquenne il predetto termine è ridotto a cinque anni. L'imposta di registro non potrà essere inferiore a 3 mila euro.

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