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Tassazione: crediti Gse, fisco due volte in errore

del 13/11/2012
di: di Valerio Stroppa
Tassazione: crediti Gse, fisco due volte in errore
Sul trattamento tributario della cessione a garanzia dei crediti Gse il fisco sbaglia due volte. In primis perché ritiene applicabile un'imposta non dovuta. E poi perché comporta notevoli problematiche per le imprese, ma anche per le stesse attività di controllo da parte degli uffici. Ad affermarlo è l'Assilea, l'associazione di categoria delle società di leasing, che con la circolare n. 33/2012 controbatte l'interpretazione dell'Agenzia delle entrate riguardo alla tassazione ai fini dell'imposta di registro del contratto di cessione in garanzia dei crediti vantati nei confronti del Gestore servizi energetici. Con la risoluzione n. 95/E dello scorso 17 ottobre, infatti, le Entrate hanno affermato che tali contratti scontino l'imposta proporzionale di registro, con aliquota allo 0,5%. Trattandosi di un negozio a prezzo indeterminato, il prelievo tributario va calcolato sulla base del valore dei crediti dichiarato in via presuntiva dal contribuente, salvo conguaglio o rimborso dopo la determinazione definitiva delle somme: il confronto tra dichiarato e incassato, quindi, va effettuato ex post rispetto al versamento (si veda ItaliaOggi del 18 ottobre 2012). Ad avviso dell'associazione, invece, sulla base della disciplina di cui all'articolo 6 della Tariffa allegata al dpr n. 131/1986, la garanzia reale prestata dal debitore e non da terzi non è imponibile. Non solo. Assilea prende in esame ciò che avviene nell'ambito della locazione finanziaria di impianti fotovoltaici, sia per quanto riguarda le tempistiche sia sotto il profilo dei flussi monetari. E giunge alla conclusione che il meccanismo illustrato dall'Agenzia con la risoluzione n. 95/2012 «comporta un'ampia discrezionalità in capo al contribuente nella determinazione dell'ambito temporale su cui calcolare il valore presuntivo del credito (un anno, tre anni ecc.)», con conseguenze che si riverberano sulla determinazione dell'imposta. Inoltre, l'associazione denuncia l'impossibilità di gestire telematicamente l'intero processo (registrazione dell'atto, pagamento dell'imposta, eventuale denuncia integrativa ex articolo 19 del Tuir e assolvimento della nuova relativa imposta). Situazione che, a sua volta, genera «una difficoltà oggettiva per l'ufficio finanziario a effettuare l'attività di accertamento», osserva Assilea.
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