Entrando nel dettaglio dei suggerimenti operativi evidenziati dalla Lapet, dunque, bisognerebbe evitare duplicazioni di dati per esempio tra il modello Eas (comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativo agli enti associativi) e il modello Unico. E, ancora, i dati catastali degli immobili indicati nelle dichiarazione dei redditi, anche al fine di usufruire delle detrazioni per il risparmio energetico, sono da considerarsi eliminabili. Altresì le comunicazioni telematiche connesse alla scelta dei regimi opzionali, così come le richieste d'iscrizione negli elenchi dei destinatari delle quote del 5/1000 o nell'anagrafe tributaria delle onlus che oggi sono effettuate separatamente, potrebbero essere accorpate nella dichiarazione dei redditi. Anche per ciò che attiene la comunicazione dell'elenco dei soggetti beneficiari di erogazioni liberali e per la certificazione dei compensi erogati ai lavoratori autonomi, l'associazione ne suggerisce l'abolizione. Tra le altre incongruenze rilevate, secondo i tributaristi Lapet, sarebbe opportuno rendere più efficiente la comunicazione unica d'inizio attività, in modo tale da consentire in tempi rapidi il vero avvio delle attività d'impresa o di lavoro autonomo, evitando in questo modo di dover comunicare in forma cartacea ai singoli enti di riferimento i dati relativi alle nuove iniziative avviate sul territorio nazionale. «Riteniamo che, approfondendo il lavoro del tavolo tecnico nella direzione da noi suggerita, si potrà eliminare l'eccesso di burocrazia tutt'ora esistente in campo amministrativo», ha indicato il presidente. «Ridurre gli adempimenti di scarsa utilità o che si accavallano tra loro giova non solo ai contribuenti, ma anche ai professionisti che li assistono».
