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Mediazione fondamentale per la giustizia ordinaria

del 10/11/2012
di: di Lucia Basile
Mediazione fondamentale per la giustizia ordinaria
Obbligatorietà della mediazione illegittima, non per la Lapet. A fronte della sentenza della Corte costituzionale in merito all'illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa del dlgs 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione, l'Associazione nazionale tributaristi Lapet guidata da Roberto Falcone continua a sostenere i principi che l'hanno generata: dare un'accelerata alla lentezza della giustizia ordinaria e ridurne i costi.

«Con la professionalità che da sempre ci contraddistingue continueremo a suggerire il ricorso a tale strumento mettendo a disposizione degli utenti l'esperienza del nostro organismo di mediazione Adr Medilapet (iscritto al n. 467 del registro degli Organismi di Mediazione presso il Ministero della giustizia) e tutta la preparazione dei nostri mediatori. L'impegno della Lapet non si ferma qui», ha chiosato Falcone. «È nostra ferma intenzione continuare a sollecitare il legislatore a superare l'ostacolo dell'eccesso di delega rilevato dalla Suprema corte intervenendo con un decreto ad hoc tale da ripristinare l'obbligatorietà dello strumento. Obbligatorietà che, per i nostri iscritti, non è mai venuta meno in quanto prevista in tutte le clausole contrattuali, laddove, in caso di lite, è obbligatorio preventivamente ricorrere alla media-conciliazione».

Alla luce di tali considerazioni, la decisione della Corte costituzione costituisce un evidente passo indietro con riflessi negativi sui principi di tutela dell'interesse dei cittadini. «Se a essere contestato da alcune categorie ordinistiche è lo scarso utilizzo del nuovo strumento, i numeri parlano chiaro. Quindici mila, secondo le stime del ministero della giustizia, sono gli accordi raggiunti grazie al nuovo strumento della mediazione e, tale trend sarebbe senza dubbio aumentato a seguito dell'estensione anche per le liti condominiali e rc auto. Ora però, a seguito della pronuncia, oltre 140 mila liti che già avevano intrapreso la via stragiudiziale, ricadranno sulla giustizia ordinaria, con un evidente aggravio dell'arretrato che già intasa i tribunali civili. «Se si considera che la mediazione è uno strumento nato appena due anni fa, è inimmaginabile che all'indomani della sua introduzione, trattandosi di una materia tra l'altro così tecnica, lo strumento avrebbe potuto avere una diffusione maggiore rispetto a quella riscontrata sino ad oggi. È chiaro che occorre del tempo e noi proseguiremo sulla strada intrapresa: diffondere la cultura della mediazione al fine di contribuire a migliorare l'efficienza del servizio della giustizia, nell'interesse collettivo, anche contro chi si ostina a ostacolarne l'uso», ha aggiunto il presidente. «Se il governo continua a dimostrare di voler spingere verso il sistema alternativo di risoluzione delle controversie, principio che trova tra l'altro giustificazione anche da parte della Commissione Ue, è fuori dubbio che tale procedura rappresenta un'opportunità da non perdere. Mi auguro pertanto, per le motivazioni già evidenziate, che l'istituto possa rientrare definitivamente e a pieno titolo nel panorama della Giustizia italiana».

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