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Diagnosi software: ora il redditometro si fa in due

del 10/11/2012
di: da Pisa Andrea Bongi
Diagnosi software: ora il redditometro si fa in due
Il futuro redditometro sarà basato su due distinti strumenti software: l'autodiagnostico del reddito familiare che i contribuenti potranno fare attraverso lo strumento software per il quale è confermata la presentazione per prossimo il 20 novembre, e uno strumento a uso interno degli uffici per l'attività di accertamento vero e proprio.

Il diagnostico darà essenzialmente due tipi di responso: luce verde quando il reddito familiare è in linea con il tenore di vita e le spese sostenute e luce rossa quando invece il reddito non risulta congruo con tali parametri.

Lo strumento a disposizione degli uffici e da utilizzare ai fini dell'accertamento si baserà principalmente su dati di spesa certi desunti dalle varie banche dati dell'anagrafe tributaria. Il redditest invece sarà caratterizzato da indicatori di spesa e del tenore di vita ricostruito sulla base dei dati immessi dallo stesso contribuente

Se nella determinazione dei risultati del diagnostico non si sono omesse voci di spesa importanti i nuclei familiari per i quali si è accesa la luce verde non avranno nulla da temere dalle istruttorie degli uffici basate sullo strumento software a loro disposizione.

Discorso totalmente diverso per tutti quei contribuenti per i quali il diagnostico ha segnalato anomalie (luce rossa) o per coloro che hanno omesso importanti voci di spesa.

Queste importanti precisazioni sulle risultanze del lavoro svolto in questi ultimi mesi dalle Entrate nell'affinamento del redditest e sulla sua funzione in relazione agli strumenti a disposizione degli uffici sono state fornite ieri da Pier Paolo Verna, direttore centrale accertamento dell'Agenzia delle entrate nel corso del IX convegno «Pacchetto professioni» organizzato dalla Fondazione Commercialistitaliani con l'Associazione nazionale commercialisti (Anc), svoltosi ieri a Pisa

Molto dibattuto anche il tema della mediazione tributaria. I primi dati sono incoraggianti. Sono circa diecimila le istanze di reclamo finora presentate delle quali circa il settanta per cento accolte in tutto o in parte. Gli stessi, seppur non ancora rappresentativi per la limitatezza del campione, dimostrano tuttavia la propensione al contenzioso da parte dei contribuenti italiani soprattutto sulle controversie di modesto importo. È questo, in estrema sintesi, il giudizio espresso sul nuovo istituto deflativo del contenzioso tributario da Vincenzo Busa, direttore centrale affari legali e contenzioso dell'Agenzia delle entrate.

Busa ha chiarito che nel corso del procedimento di reclamo e mediazione la riscossione dell'atto è sospesa d'ufficio, o in via amministrativa. Se i risultati positivi verranno confermati si potrebbe anche ipotizzare di ampliare il raggio di azione della mediazione stessa aumentando il valore della lite da assoggettare a reclamo.

Giorgio Fiorenza, vicepresidente del consiglio di presidenza della giustizia tributaria ha snocciolato i tempi del contenzioso tributario di merito che sono mediamente di quattro anni, risultando così di fatto raggiunto il c.d. giusto processo.

Per quanto attiene alle novità allo studio in commissione finanze in relazione alle modifiche alla legge di stabilità i vari esponenti delle parti politiche presenti ai lavori hanno accennato alla questione dei lavoratori con famiglie con redditi inferiori ai 95 mila euro per i quali sarebbero allo studio riduzioni della tassazione Irpef tramite maggiori deduzioni per carichi familiari a partire da 150 euro.

L'onorevole Gian Luca Galletti, membro della commissione parlamentare sull'anagrafe tributaria ha anticipato che per le imprese verrà ridotto il cuneo fiscale attraverso una diminuzione del carico Irap sui redditi d'impresa. Secondo Galletti, quella attualmente all'esame del parlamento più che una riforma fiscale è un intervento di manutenzione straordinaria. Per una vera riforma fiscale, ha precisato il senatore Giuliano Barbolini, occorrerebbero risorse disponibili tali da consentire una redistribuzione della tassazione.

Citato più volte nel corso dei lavori anche lo statuto dei contribuenti. «Finalmente», ha esordito il senatore Giorgio Benvenuto, «l'ennesimo e reiterato tentativo di violazione del principio di irretroattività della norma tributaria, uno dei capisaldi della legge n. 212 del 2000, è stato eliminato dalla legge di stabilità all'esame proprio in queste ore dalla commissione finanze della camera dei deputati».

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