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Pannelli fotovoltaici, Europa e Cina ai ferri corti

del 09/11/2012
di: Angelo Di Mambro, Bruxelles
Pannelli fotovoltaici, Europa e Cina ai ferri corti
Aumenta la tensione sulle relazioni commerciali Ue-Cina sul fotovoltaico. Bruxelles ha aperto una nuova procedura di indagine sulle importazioni di pannelli solari cinesi. Dopo aver avviato il 6 settembre un'investigazione per verificare l'accusa di vendita sottocosto (dumping) di moduli fotovoltaici e dei loro componenti, ieri Bruxelles ha fatto partire un'iniziativa parallela per verificare che Pechino non sovvenzioni l'industria nazionale in modo da falsare la concorrenza con le imprese europee. Dopo l'inchiesta anti-dumping, insomma, è arrivata quella anti-sussidi, su un settore di scambi che vale oltre 20 miliardi di euro. Si tratta di una nuova fase nell'escalation nella battaglia commerciale tra Europa e Usa da un lato e Cina dall'altro. Appena due giorni fa Washington ha definitivamente approvato nuove misure doganali (con aumenti dei dazi fino al 250%) contro l'import di pannelli dalla Repubblica popolare, le cui aziende sono accusate di concorrenza sleale. Nonostante la coincidenza dei tempi, Bruxelles nega qualsiasi legame tra le iniziative Ue e Usa. Intanto però la Cina ha presentato denuncia all'Organizzazione mondiale del commercio contro Grecia e Italia, che favorirebbero in modo sleale i produttori nazionali, e per questo motivo minaccia di applicare dazi alle importazioni di silicio dall'Ue. Come nel caso della procedura anti-dumping, la denuncia che ha portato all'apertura dell'indagine Ue viene dalla ProSun, organizzazione che raggruppa più di venti produttori europei di pannelli e dei loro componenti (celle e wafer). Secondo l'accusa la Cina sovvenziona i produttori in patria mettendoli in condizione di competere a prezzi stracciati con quelle europee. Esempio chiaro di queste pratiche, sottolinea la ProSun, sarebbe il flusso di cassa da 33 miliardi di euro a credito agevolato che dal 2010 la Banca di Stato per gli investimenti di Pechino garantisce alle imprese del fotovoltaico nazionale. L'indagine Ue durerà 13 mesi, dopo nove dei quali sarà già possibile imporre dazi supplementari.

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