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La tassa rifiuti scompare ma i suoi regolamenti restano

del 08/11/2012
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
La tassa rifiuti scompare ma i suoi regolamenti restano
La tassa sui rifiuti solidi urbani non esiste più, tuttavia, per quanto concerne il prelievo relativo alla gestione dei rifiuti, continuano ad applicarsi i regolamenti comunali adottati in base alla normativa concernente questa tassa sui rifiuti solidi urbani e la tariffa di igiene ambientale. Lo stabilisce la Commissione tributaria provinciale di Grosseto con la sentenza n. 231/4/12 depositata in segreteria il 12 ottobre scorso. La sentenza dei giudici provinciali, ribaltando quello che era stato un primo orientamento del collegio toscano (sentenza n. 124/4/12 ItaliaOggi dell'8 settembre scorso) hanno tuttora ritenuto legittimamente applicabile il prelievo. La Commissione, facendo espresso riferimento al parere n. 21 del 28/1/2011 della Corte dei conti, Sezione regionale della Lombardia, hanno stabilito che per i Comuni che non abbiano già optato per il passaggio alla Tia, viene prospettato di continuare ad applicare la Tarsu alla stregua del proprio regolamento ancora vigente (ex art. 238, comma 11, e art. 264, comma 1 lett i, del dlgs n. 152/2006). I giudici provinciali fondano la legittimità della disciplina relativa alla Tarsu in base alla constatazione che l'articolo 14, comma 7, del dlgs n. 23/2011» consenta ai comuni di continuare ad applicare i regolamenti adottati in base alla normativa concernente la tassa sui rifiuti urbani e la tariffa di igiene ambientale». La deduzione logica e scontata, lascia ritenere che i giudici provinciali toscani abbiano ritenuto applicabile il regime di Tarsu (normativa non più esistente) in base ai relativi regolamenti emessi durante la sua confermata vigenza, perché, osservano gli stessi giudici» con l'abrogazione delle sue disposizioni istitutive e quindi con la eliminazione della fase transitoria per il passaggio alla stessa, la fonte normativa di riferimento, tuttora vigente, non può che essere il dlgs n. 507/1993 e il conseguente successivo regolamento comunale di attuazione». Le conclusioni a cui perviene il collegio provinciale, sia pure dettate da interpretazioni suggerite da motivazioni di opportunità, non sembrano fondate su precisi e condivisibili ragionamenti giuridici. Accertato che la Tarsu sia una entrata tributaria e sia quindi ad essa applicabile l'articolo 23 della Costituzione, rimane oltremodo difficile concepire la legittimità di un tributo che, privato di una normativa primaria, continui ad esplicare i suoi effetti sulla base di un regolamento, facendo rivivere, come in una specie di prorogatio, un tributo che non esiste più.

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