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Ammonizioni del fisco, no dai commercialisti milanesi

del 08/11/2012
di: Valerio Stroppa
Ammonizioni del fisco, no dai commercialisti milanesi
Un intervento «a sorpresa” e «fuori contesto”. I commercialisti milanesi commentano così le comunicazioni inviate dalla Direzione provinciale 1 di Milano dell'Agenzia delle entrate relative all'elevata percentuale di comunicazioni di irregolarità sulle dichiarazioni trasmesse (si veda ItaliaOggi del 6 novembre scorso). Lettere che peraltro evidenziavano la possibilità, a fronte del perdurare di tali anomalie, della revoca a carico del professionista dell'abilitazione all'invio telematico. «Abbiamo assistito con un certo stupore a questa iniziativa», spiega Alessandro Solidoro, presidente dell'Odcec di Milano, «anche alla luce della collaborazione tra i commercialisti e la Direzione regionale Lombardia. Detto questo, non si può non ricordare che l'attività di intermediazione non riceve alcuna remunerazione e che questa funzione, vitale per il sistema delle entrate del Paese, ha visto eliminare dal 2011 anche il simbolico contributo di un euro ad invio». Secondo i commercialisti meneghini, poi, le anomalie non sono necessariamente ascrivibili al comportamento dei professionisti. «Si può trattare di mancati versamenti dei clienti o di errori da parte dell'ufficio che non «incrocia» i pagamenti con ravvedimento operoso alle precedenti irregolarità», prosegue il presidente. Da qui la decisione dell'Odcec milanese di istituire un apposito osservatorio sulle anomalie e di mettere a disposizione degli iscritti un consigliere che potrà fornire assistenza ai singoli professionisti.

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