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Riservatezza: i conti scudati resteranno anonimi

del 08/11/2012
di: La Redazione
Riservatezza: i conti scudati resteranno anonimi
L'Agenzia delle entrate salvaguarda la privacy dei rapporti scudati in banca. Arriva a stretto giro la risposta dell'amministrazione finanziaria sul problema normativo emerso, durante un convegno, a Milano, delle società fiduciarie, sulle novità dell'avvio della banca dati finanziaria (il provvedimento di istituzione è in corso di esame dal garante privacy) e segnalato da ItaliaOggi (si veda ItaliaOggi del 7/11/202). Le società fiduciarie hanno evidenziato, infatti, il rischio di far perdere, indirettamente, l'anonimato ai conti scudati in quanto, per la normativa sull'invio dei dati finanziari, all'Agenzia delle entrate saranno tenuti a inviare oltre il conto corrente anche il saldo dello stesso.

La normativa nulla specifica sulla natura del conto tanto che nel corso del convegno è stata chiesta una presa di posizione ufficiale da parte dell'Agenzia. La risposta è arrivata ieri (si veda box a fianco).

L'Agenzia ha infatti annunciato che «saranno previste idonee misure, che consentiranno di garantire la riservatezza per la comunicazione dei rapporti scudati, così come stabilito dalla normativa sul rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dal territorio dello Stato». Attualmente le fiduciarie inviano all'archivio rapporti il numero del conto ma senza l'abbinamento del saldo e in caso di indagine bancaria di fronte alla richiesta del fisco possono opporre la dichiarazione riservata. In assenza di chiarimenti, chi si è avvalso dello scudo sarebbe stato spinto a chiudere le posizioni aperte presso gli istituti.

Sullo scudo fiscale a dicembre 2012 è intervenuto con dl il governo istituendo l'imposta sull'anonimato, al cui versamento sono tenuti i contribuenti che hanno riportato in Italia capitali detenuti all'estero avvalendosi delle norme sul rimpatrio.

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