La normativa nulla specifica sulla natura del conto tanto che nel corso del convegno è stata chiesta una presa di posizione ufficiale da parte dell'Agenzia. La risposta è arrivata ieri (si veda box a fianco).
L'Agenzia ha infatti annunciato che «saranno previste idonee misure, che consentiranno di garantire la riservatezza per la comunicazione dei rapporti scudati, così come stabilito dalla normativa sul rimpatrio di attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dal territorio dello Stato». Attualmente le fiduciarie inviano all'archivio rapporti il numero del conto ma senza l'abbinamento del saldo e in caso di indagine bancaria di fronte alla richiesta del fisco possono opporre la dichiarazione riservata. In assenza di chiarimenti, chi si è avvalso dello scudo sarebbe stato spinto a chiudere le posizioni aperte presso gli istituti.
Sullo scudo fiscale a dicembre 2012 è intervenuto con dl il governo istituendo l'imposta sull'anonimato, al cui versamento sono tenuti i contribuenti che hanno riportato in Italia capitali detenuti all'estero avvalendosi delle norme sul rimpatrio.
