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Fiere specializzate della Nautica, tutto da rifare

del 07/11/2012
di: di Giovanni Galli
Fiere specializzate della Nautica, tutto da rifare
«È arrivato il momento di voltare pagina per le fiere specializzate della nautica. Se lo scopo dei saloni nautici che si svolgono in Italia è quello di permettere alle imprese di allargare il business in un contesto economico ogni giorno più difficile, è evidente che questo richiede nuove capacità sul piano promozionale». Lo affermano congiuntamente in una nota Andrea Giannecchini, imprenditore del settore e referente nazionale della Presidenza di Cna Produzione per la Nautica, e il Responsabile nazionale di Cna Produzione, Giancarlo Gamberini. In una nota si spiega che «il salone nautico di Genova, nell'edizione 2012 rappresenta un buon esempio della situazione critica in cui ci troviamo. Se le imprese associate a Cna Produzione non fanno più affari, attraverso il salone, come negli anni scorsi, ciò non è dovuto soltanto alle ragioni generali della crisi che pesa sulla nautica italiana soprattutto sul lato dei consumi interni, ma anche a ragioni più profonde riconducibili a responsabilità gestionali e di indirizzo strategico delle fiere per la nautica, che da tempo, e in molte sedi, Cna Produzione aveva segnalato».

Per promuoversi sui mercati internazionali molte piccole imprese della subfornitura e della componentistica vanno, ormai da anni, al Mets di Amsterdam. Chi vende barche frequenta sempre più assiduamente Montecarlo.

Cna Produzione/Nautica nazionale, «che vuole dare un contributo propositivo e progettuale alla risoluzione di questi problemi, ha deciso di dar vita a uno specifico gruppo di lavoro formato da imprenditori ed esperti che, dopo aver messo a punto alcune linee guida essenziali, chiamerà a un confronto senza tabù gli altri “stakeholders” associativi e gli stessi enti fieristici. Su una cosa però vogliamo essere chiari: vogliamo evitare sia i consueti campanilismi che gli atteggiamenti autoreferenziali che, nell'ambiente degli organizzatori di fiere, sono notoriamente ben radicati. Il nostro obiettivo, sicuramente difficile e ambizioso, è quello di arrivare a definire indirizzi strategici condivisi di natura «sistemica»»

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