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Imposta di registro riscossa anche senza accertamento

del 07/11/2012
di: Debora Alberici
Imposta di registro riscossa anche senza accertamento
L'imposta di registro può essere riscossa con il solo avviso di liquidazione senza accertamento nel caso di compravendita di un immobile privo di rendita catastale.

Non solo. Dal momento che in questi casi si usa il criterio di valutazione automatica, l'ufficio avrà tre anni e non solo due per recuperare la maggiore imposta. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19126 del 6 novembre 2012, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

In particolare sul punto la sezione tributaria ha motivato che «in tema di imposta di registro e nel caso in cui il contribuente che abbia acquistato un immobile privo di rendita catastale dichiari di volersi avvalere (ai sensi dell'art. 12 del dl 14 marzo 1988, n. 70, convertito in legge n. 154 del 1988) del criterio di valutazione automatica, con il conseguente atto di liquidazione l'Ufficio si limita a operare sulla base dell'assegnazione della rendita da parte dell'Ute il quale non esercita alcun potere di accertamento, ma svolge un'attività d'informazione, frutto di un semplice calcolo matematico». Da ciò deriva che, in tal caso, l'Ufficio deve riscuotere la maggiore imposta con avviso di liquidazione, senza obbligo di emettere avviso di accertamento, in assenza di alcuna rettifica. C'è anche un altro corollario: «Il termine di decadenza biennale di cui all'art. 76, primo comma bis del dpr 26 aprile 1986, n. 131, previsto per le sole ipotesi in cui l'ufficio abbia proceduto ad accertamento del valore venale, di cui all'art. 52, comma primo bis del medesimo testo unico sull'imposta di registro, non riguarda le liquidazioni effettuate in base a valori catastali, ai sensi del quarto comma dei medesimo art. 52, per le quali è previsto il più ampio termine di decadenza triennale previsto dal successivo secondo comma, lett. a) del medesimo alt 76, che trova affidamento nella circostanza che la valutazione automatica degli immobili richiede una necessaria attività di istruttoria per l'attribuzione della rendita catastale con adempimenti scadenzati nel tempo».

La vicenda riguarda alcuni contribuenti che avevano acquistato degli appartamenti, nuovi costruzioni, ancora privi della rendita catastale. I proprietari avevano presentato istanza all'Ute affinché questa fosse assegnata. Nel frattempo l'ufficio del registro aveva riscosso la maggiore imposta spiccando un avviso di liquidazione non preceduto dall'accertamento. Pratica valida secondo la Suprema corte che ha respinto il ricorso dei contribuenti.

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