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Confisca equivalente al netto lavori fatti per p.a.

del 06/11/2012
di: Debora Alberici
Confisca equivalente al netto lavori fatti per p.a.
La confisca per equivalente non può colpire tutto il profitto ottenuto dall'appalto illecitamente aggiudicato ma solo la parte al netto dei lavori già eseguiti per conto dell'amministrazione. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 42530 del 5 novembre 2012, ha accolto il ricorso di un imprenditore finito nel mirino degli inquirenti per l'aggiudicazione di appalti illeciti nella ex provincia di Pistoia.

In altri termini, in questi casi le autorità e poi il giudice del Riesame non possono disporre e convalidare misure senza calcolare il reale profitto del reato. «Ai fini del sequestro finalizzato alla confisca per equivalente», ricorda la sesta sezione penale, «di cui all'art. 322-ter, cod. pen., in presenza di un contratto di appalto ottenuto con la corruzione di pubblici funzionari, la nozione del profitto confiscabile al corruttore non va identificata con l'intero valore del rapporto sinallagmatico instaurato con la pubblica amministrazione, dovendosi in proposito distinguere il profitto direttamente derivato dall'illecito penale dal corrispettivo conseguito per l'effettiva e corretta erogazione delle prestazioni svolte in favore della stessa amministrazione, le quali non possono considerarsi automaticamente illecite in ragione dell'illiceità della causa remota». Ma non è tutto. Da ciò deriva che, si legge nel passaggio successivo della breve ma interessante motivazione, il profitto che la parte privata ha conseguito dall'appalto illecitamente ottenuto non può globalmente omologarsi all'intero valore del rapporto contrattuale fra azienda ed ente. L'instaurarsi di un rapporto a prestazioni corrispettive, infatti, impone di scindere il profitto confiscabile - quale direttamente derivato dall'illecito penale - dal profitto determinato dal corrispettivo di una effettiva e corretta erogazione di prestazioni comunque svolte in favore della stessa pubblica amministrazione, prestazioni che non possono considerarsi, di per se stesse e per immediato automatismo traslativo, colorate di illiceità per derivazione dalla causa remota, «non potendosi includere, nella nozione di profitto, qualunque ricavo conseguito per effetto della stipula di un contratto di appalto illecitamente ottenuto nell'ambito di una relazione corruttiva».

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