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Equitalia, solleciti di pagamento sempre impugnabili

del 31/10/2012
di: Debora Alberici
Equitalia, solleciti di pagamento sempre impugnabili
È impugnabile il sollecito di pagamento emesso da Equitalia in relazione a cartelle esattoriali rimaste insolute. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 18642 del 30 ottobre 2012, ha accolto in parte il ricorso di un avvocato che aveva impugnato un sollecito di pagamento spiccato dall'esattore in relazione a contributi non versati alla Cassa. Insomma la sezione lavoro ha classificato il sollecito di pagamento emesso dalla società di riscossione al pari di un avviso bonario e come tale lo ha reso impugnabile, contrariamente a quanto aveva sostenuto la Corte d'appello di Milano, nell'ambito del giudizio per il recupero dei contributi non versati. In proposito il Collegio di legittimità ha ricordato che «in tema di contenzioso tributario, devono ritenersi impugnabili gli avvisi bonari con cui l'amministrazione chiede il pagamento di un tributo in quanto essi, pur non rientrando nel novero degli atti elencati nell'art. 19 del dlgs 31 dicembre 1992, n. 546 e non essendo, perciò, in grado di comportare, ove non contestati, la cristallizzazione del credito in essi indicato, esplicitano comunque le ragioni fattuali e giuridiche di una ben determinata pretesa tributaria, ingenerando così nel contribuente l'interesse a chiarire subito la sua posizione con una pronuncia dagli effetti non più modificabili. Il giudice investito dell'impugnazione non può, però, annullarli ritenendo che i predetti debbano avere gli stessi requisiti di quelli indicati nell'art. 19 cit. e in particolare che in essi debba essere contenuta l'indicazione, prevista nel comma 2 dello stesso art. 19, del termine entro il quale il ricorso deve essere proposto, della commissione tributaria competente e delle forme e dei termini per proporre ricorso, essendo tali requisiti, previsti, peraltro neppure a pena di nullità, soltanto per gli atti tipici».

La sentenza contiene inoltre una serie di precisazioni interessanti sulla notifica ai professionisti: se questi non hanno eletto domicilio nel comune, allora si può provvedere secondo le norme che regolano il processo tributario. Altrimenti si deve seguire il codice civile e quando il professionista è irreperibile la notifica verrà considerata valida con l'affissione alla casa comunale.

Anche la Procura generale della Cassazione ha chiesto in udienza di accogliere i motivi presentati dall'avvocato destinatario della cartella esattoriale per mancato pagamento dei contributi alla Cassa forense.

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