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I giudici tributari alla carica sui compensi 2011

del 30/10/2012
di: Valerio Stroppa
I giudici tributari alla carica sui compensi 2011
I giudici tributari ottengono il primo decreto ingiuntivo nella querelle con il ministero dell'economia per il pagamento dei compensi variabili 2011. Ad emetterlo è stato il tribunale di Napoli, che ha riconosciuto il diritto dei magistrati alla corresponsione degli emolumenti arretrati, versati finora solo in misura parziale. E mentre ricorsi collettivi analoghi sono stati presentati anche in altre città, tra le quali Milano e Torino (si veda ItaliaOggi del 17 ottobre scorso), la vicenda sembra comunque destinata a risolversi entro pochi giorni. Il ministero dell'economia ha infatti reperito i fondi necessari al pagamento e le ragionerie territoriali dei diversi capoluoghi di regione nel giro di qualche settimana dovrebbero accreditare gli importi ai magistrati, inclusi quelli delle Ctc (i quali, a differenza dei giudici di Ctp e Ctr che hanno incassato il 36% dei compensi del primo semestre 2011, non hanno finora ricevuto nulla). «Speriamo che le promesse vengano mantenute, la situazione dovrebbe evolvere favorevolmente entro fine novembre al massimo», commenta Ennio Attilio Sepe, presidente dell'Associazione magistrati tributari, «il decreto ingiuntivo di Napoli potrebbe essere il primo di una lunga serie, qualora il contenzioso proseguisse. Non appena i pagamenti saranno effettuati i ricorsi cesseranno. Anche perché non si vede come un tribunale possa non riconoscere il diritto ad essere pagati per un lavoro svolto, nonostante le cifre irrisorie, con massimo impegno e dedizione. A prescindere da tutto, dal punto di vista dell'immagine questa vicenda non getta certo buona luce sul Mef». È in calendario per il prossimo mese di dicembre, invece, la prima udienza al tribunale di Milano di un altro procedimento promosso dai giudici tributari: in questo caso viene chiesto che ai magistrati applicati alla Ctc sia riconosciuto anche il compenso fisso spettante ai componenti delle Ctr. Il ministero dell'economia, con decreto 4 marzo 2009, ha infatti attribuito soltanto il compenso variabile legato al numero di sentenze emesse.

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