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Sentenza 18434/2012: il caos di leggi non evita sanzioni

del 27/10/2012
di: di Debora Alberici
Sentenza 18434/2012: il caos di leggi non evita sanzioni
Il contribuente che assoggetta erroneamente alcune operazioni commerciali al regime Iva del margine è tenuto a versare al fisco non solo le imposte dovute ma anche le sanzioni. L'esistenza, infatti, di una normativa straniera confusa non rende incerta anche la disciplina italiana e, quindi, non giustifica l'applicazione dell'articolo 8 del dlgs 546/1992.

Lo ha affermato la sezione tributaria della Cassazione con la sentenza 18434/2012 che ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate nei confronti di una società. L'amministrazione aveva emesso nei suoi confronti un avviso di rettifica in relazione all'erroneo assoggettamento di operazioni commerciali al regime Iva del margine. La Ctr, pur riconoscendo la legittimità dell'operato del fisco, aveva deciso di non applicare le sanzioni previste dalla legge in presenza di «elementi di difficoltà applicative e di interventi portatori di confusione interpretativa».

La questione è quindi finita di fronte al collegio di legittimità che, al contrario, ha stabilito che in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, l'incertezza obiettiva che costituisce causa di esenzione del contribuente dalla responsabilità amministrativa tributaria, postula una condizione di inevitabile incertezza, sull'oggetto o sui destinatari della norma tributaria. Ne consegue che, ai fini dell'esclusione delle sanzioni, questa incertezza non è invocabile quando gli elementi di confusione in materia si riscontrano solo nelle discipline straniere mentre in Italia si è in presenza di un chiaro dettato normativo.

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