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I processi tributari durano in media 700 giorni

del 27/10/2012
di: Giorgio Fiorenza vicepresidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria
I processi tributari durano in media 700 giorni
A proposito dell'articolo apparso su ItaliaOggi lo scorso lunedì 22 ottobre dal titolo «Contenzioso, vince il contribuente», vorrei precisare quanto segue.

Quando un'indagine statistica riporta la media rilevata è sempre doveroso mettere in evidenza i dati o gli elementi che hanno potuto falsare il valore medio individuato e che siano da considerare di carattere eccezionale rispetto ad un andamento più generale del fenomeno analizzato.

Tale è il caso dei dati sulla durata media del processo tributario: difatti nella «Relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull'attività delle commissioni tributarie» pubblicata dal Ministero dell'economia e delle finanze - Direzione della giustizia tributaria per l'anno 2011, mentre si indica in 903 giorni la durata media nazionale del processo tributario presso il grado di giudizio provinciale, correttamente, nel contempo, l'estensore rileva che il dato risulta negativamente influenzato, meglio sarebbe dire falsato, dalla presenza di sole 6 commissioni su 103 totali le quali, per motivi di carattere eccezionale, risalenti in alcuni casi a prima della riforma ex dlgs 545/1992 e dlgs 546/1992, si trascinano in banca dati procedimenti con data di deposito del ricorso originale vecchia di oltre un decennio.

Conseguenza della anomalia presente in queste commissioni è che il conteggio sulla media della durata del processo arriva a tempi da 3 addirittura a quasi 15 anni, influenzando così pesantemente il dato complessivo [Ctp di Cosenza (14 anni e 8 mesi), Palermo (5 anni e 6 mesi), Taranto (4 anni e 11 mesi), Biella (4 anni e 5 mesi), Siracusa (3 anni e 10 mesi) e Catania (3 anni)].

Se analizziamo, invece, la durata media delle altre 97 commissioni provinciali possiamo facilmente constatare che ben 59 di esse presentano una durata media inferiore a 450 giorni, ossia alla metà del dato nazionale prima indicato; questo significa che se, correttamente, si escludono dal calcolo i sei casi statisticamente anomali, la media nazionale reale si attesterà su valori vicini a 700 giorni di media, ossia circa 1 anno e 9 mesi.

Come visto per le commissioni provinciali, analogo discorso trova applicazione per le commissioni regionali dove, non a caso, delle 5 regioni su 21 dove sono presenti valori medi influenzati da situazioni statisticamente e storicamente anomale, ben 3 (Calabria–Sicilia–Puglia) sono quelle cui appartengono anche 5 delle 6 commissioni provinciali «fuori media nazionale» dianzi evidenziate.

Nelle suddette 5 regioni i valori medi vanno da quasi 900 giorni ad oltre 1.700, contro una media nazionale delle regioni indicata in circa 589 giorni; anche qui, quindi, se andiamo a ricalcolare la media senza tali valori anomali, il dato medio nazionale regionale si attesterebbe intorno ai 450 giorni, corrispondenti a circa 1 anno e 2 mesi.

La rivisitazione dei dati effettuata, quindi, secondo con un calcolo che tenga conto delle situazioni realisticamente non prevalenti, ma, al contrario, eccezionali, riconduce la durata media complessiva del processo tributario nei due gradi di giudizio (provinciale e regionale) a 2 anni e 11 mesi, come da sempre indicato dal Consiglio di presidenza della giustizia tributaria nelle proprie rilevazioni annuali.

Va infine precisato come il «peggioramento» rilevabile negli ultimi due anni è anche imputabile all'obbligo sancito dalla norma di distacco, presso le Commissioni centrali, di giudici in servizio presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali, con evidente sovraccarico di lavoro e conseguenziale «ritardo» nella presentazione delle sentenze. Cosa che dovrebbe rientrare nell'alveo della normalità entro la fine del 2013, data fissata dal legislatore per la soppressione della Commissione centrale.

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