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Revoca dimissioni, obbligatorio comunicarla

del 26/10/2012
di: La Redazione
Revoca dimissioni, obbligatorio comunicarla
La revoca delle dimissioni comporta un nuovo obbligo comunicazionale: il ministero del lavoro, su sollecito dell'Associazione nazionale consulenti del lavoro, si è finalmente pronunciato nella questione che rischiava di comportare un'impasse non indifferente. E la Direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro, nella stessa circolare inviata il 12 ottobre, ha annunciato che adotterà «le necessarie misure di adeguamento al sistema» per la comunicazione telematica.

Le problematiche connesse alla revoca delle dimissioni secondo la riforma Fornero, infatti, erano state evidenziate dai consulenti del lavoro nell'ambito dei seminari formativi organizzati dal Centro studi nazionale dell'Ancl. E nella stessa sede hanno trovato una soluzione, segno che il percorso di aggiornamento promosso dal sindacato, e costituito da una trentina di incontri in tutto il territorio nazionale, è uno strumento importante per dirimere le difficoltà che quotidianamente si possono incontrare nell'applicazione della nuova norma. Il dibattito su come gestire la revoca delle dimissioni di un lavoratore è nato sin dai primi incontri, il 5 ottobre a Bari e a Perugia, seguiti da San Benedetto del Tronto e Caserta. Proprio oggi un altro seminario è organizzato a Palermo.

La questione era stata sollevata dal caso specifico affrontato, a settembre, da un consulente del lavoro della capitale: dovendo comunicare la revoca delle dimissioni da parte di un lavoratore, si era trovato nell'impossibilità di farlo per via telematica poiché il sistema informatico non prevedeva l'opzione relativa. Non contemplando la possibilità di annullare la comunicazione di dimissioni precedentemente inviata, perché gli effetti giuridici dell'annullamento sono diversi da quelli della revoca, il professionista ha scritto al ministero del lavoro chiedendo quali forme sostitutive di comunicazione avrebbe dovuto mettere in atto. Il consulente del lavoro ha ricevuto dal ministero del Lavoro una risposta che però non risolveva i dubbi emersi. Il ministero infatti aveva scritto: «Gentile utente, la informiamo che non è prevista una comunicazione telematica di revoca delle dimissioni ma occorre un annullamento dell'eventuale comunicazione di cessazione, qualora l'evento non si sia verificato». Nell'ambito dei seminari formativi organizzati dal Centro studi, si è dibattuto a lungo su questo caso specifico, perché risolvere questi dubbi significava fornire ai colleghi una soluzione univoca qualora si fosse presentata di nuovo la stessa problematica. Rimanendo convinti che la revoca delle dimissioni è un atto diverso rispetto all'annullamento, i consulenti del lavoro dell'Ancl hanno concordato una procedura comune: fin quando non sarebbe stata resa disponibile la modifica ai sistemi informatici di comunicazione obbligatoria, i professionisti che si fossero trovati nello stesso caso avrebbero inviato una raccomandata A/R al centro per l'impiego più vicino alla sede di lavoro (o alla sede segnalata nel modello Unilav). Il ministero del Lavoro, come detto, con la circolare del 12 ottobre ha alla fine dato ragione all'Ancl sull'interpretazione della norma, stabilendo che la revoca delle dimissioni richiede una comunicazione, e non un annullamento, e che adeguerà i sistemi informatici con le opzioni relative.

È prevedibile che anche nei seminari formativi verranno sollevate altre problematiche connesse all'applicazione della norma, per questo la partecipazione è importante. La questione della revoca delle dimissioni dimostra che i consulenti del lavoro possono essere attori positivi nella risoluzione dei problemi.

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