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Un'alleanza per il made in Italy in terra straniera

del 26/10/2012
di: di Loredana Capuozzo
Un'alleanza per il made in Italy in terra straniera
Prende il via l'unità operativa per dare vita a progetti comuni in tema di internazionalizzazione. È questo uno degli effetti concreti della rafforzata alleanza tra sistema camerale e regioni per aiutare il business tricolore a farsi strada in terra straniera. A stringere le maglie di quest'intesa strategica sono stati nei giorni scorsi Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, e Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche e coordinatore per l'internazionalizzazione della Conferenza delle regioni. Un sodalizio che sottolinea lo spirito di collaborazione tra istituzioni, a prescindere dal ruolo centrale o territoriale che le competenze in materia di commercio internazionale potranno avere in futuro. Promo-commercializzazione, assistenza tecnica, investimenti diretti esteri, fondi strutturali europei, valorizzazione del territorio e comunicazione alle imprese: sono questi alcuni dei punti cardine sui quali si concentrerà lo sforzo congiunto di questa rinsaldata collaborazione. Un'intesa ancora più robusta che consentirà di esprimere una posizione condivisa sulle priorità, le strategie e le risorse da mettere in campo all'interno della cabina di regia nazionale. A oggi la sinergia tra regioni e camere di commercio, avviata quasi due anni fa con la convenzione siglata tra Sistema camerale e Conferenza delle regioni, ha già prodotto risultati significativi. Piemonte, Liguria, Veneto e Umbria hanno creato società miste con le camere di commercio. Mentre Lombardia, Emilia-Romagna e Marche hanno avviato accordi di programma. E adesso mondo camerale e enti regionali rilanciano la sfida per raggiungere un obiettivo ancora più ambizioso: portare un numero sempre maggiore di imprese, soprattutto di piccole e piccolissime dimensioni, sui mercati internazionali. Attualmente infatti sono soltanto 211 mila le imprese che esportano all'estero e di queste poco più di 10 mila lo fanno stabilmente. Eppure, secondo una recente indagine Unioncamere, altre 70 mila aziende sarebbero pronte ad affrontare la sfida dei mercati stranieri ma ancora non riescono a buttarsi nel mare aperto della competizione globale. Aiutare le prime a consolidare la presenza all'estero e le seconde a far varcare il proprio business fuori dai confini nazionali è dunque un imperativo imprescindibile.

Il Sistema camerale, ha sottolineato Dardanello, è già «attivo in maniera massiccia su tre fronti: la realizzazione di oltre 1.200 iniziative all'anno sui mercati internazionali; la programmazione di interventi condivisi con il sistema associativo locale, con le regioni e con tutte le altre forze imprenditoriali; la prossimità con il territorio, proprio per rispondere alla domanda delle pmi. E questa rinforzata alleanza ne è una testimonianza concreta». L'impegno di regioni e camere di commercio a sostegno dell'internazionalizzazione si è già tradotto in un investimento di oltre 200 milioni di euro. Si tratta del maggior intervento fatto in questo settore a livello nazionale. Un impegno che si intende irrobustire. Perché secondo il presidente Spacca «in questa fase di particolare difficoltà è necessario rendere operativa e concreta al massimo la strategia di internazionalizzazione: una delle poche opportunità di crescita per le imprese». E per questo la cabina di regia può costituire un valido momento di sinergia fra tutte le forze in campo: ministero per lo sviluppo economico, nuova agenzia Ice, ministero per gli affari esteri, mondo della rappresentanza d'impresa. A parlare sono i fatti. Per quanto riguarda le camere di commercio la cabina ha già, infatti, messo a segno un importante risultato: lo sviluppo di un calendario comune di iniziative e progetti tra sistema camerale e Ice. Un primo passo avanti concreto per definire una strategia congiunta verso aree geografiche e settori di attività da promuovere. Un risultato che, anche alla luce della rinforzata intesa appena suggellata, si auspica possa presto coinvolgere le regioni e, contestualmente, le associazioni di imprese.

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