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I 13 mila mediatori non mollano, vanno avanti ugualmente

del 26/10/2012
di: La Redazione
I 13 mila mediatori non mollano, vanno avanti ugualmente
Sulla mediazione civile i commercialisti non mollano. A prescindere dal verdetto della Consulta (si veda ItaliaOggi di ieri), gli sforzi compiuti finora sia a livello nazionale sia dagli ordini locali non andranno perduti. Tanto che nei prossimi giorni saranno approvate le linee guida di qualità per la mediazione, predisposte dal Sistema conciliazione, l'associazione tra gli enti promotori di attività di soluzioni alternative delle controversie al quale prendono parte tra gli altri, oltre ai commercialisti, pure Cnf, Notariato e Unioncamere. «Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale», spiega Felice Ruscetta, consigliere Cndcec delegato alle funzioni giudiziarie, «e restiamo in attesa anche di capire se il governo intenderà ripresentare una nuova norma sull'obbligatorietà, alla luce del verdetto sull'eccesso di delega. Noi restiamo convinti della bontà di questo istituto e non cambieremo idea, indipendentemente da come vadano le cose». La ricerca 2012 sull'evoluzione della professione del commercialista predisposta dall'Irdcec testimonia che la mediazione interessa circa il 13% degli iscritti. E in un mercato dove soprattutto i più giovani faticano a trovare spazio, la sua importanza potrebbe aumentare in prospettiva. «A oggi abbiamo circa 13 mila commercialisti mediatori e oltre 70 organismi di mediazione», conferma Ruscetta, «quest'anno abbiamo registrato un incremento delle domande di mediazione dell'80% rispetto al 2011 e più della metà dei procedimenti si sono conclusi positivamente». E se alla fine la mediazione verrà resa esclusivamente volontaria? «Speriamo che almeno il ministero della giustizia introduca ulteriori incentivi a rivolgersi a tale forma di risoluzione delle controversie».
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