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Nuovi contributi: lo stato fa cassa con i revisori

del 26/10/2012
di: di Cristina Bartelli
Nuovi contributi: lo stato fa cassa con i revisori
Registro dei revisori, arrivano i nuovi contributi con incrementi fino al 400%. I professionisti del controllo contabile e i tirocinanti dovranno versare al ministero dell'economia, in aggiunta al contributo ordinario annuale attualmente fermo a 26.84 euro ma in fase di aggiornamento, anche 50 euro per la sola iscrizione. Stessa cifra dovranno versare le società di revisione italiane, mentre per quelle con sede estera il contributo sarà di 100 euro. I nuovi importi sono fissati nel decreto del ministero dell'economia del 1° ottobre che sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 251 di oggi, i cui contenuti ItaliaOggi è in grado di anticipare.

Il decreto entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione e quindi la decorrenza sarà da sabato 27.

I nuovi importi vanno a ritoccare al rialzo le tariffe attualmente in uso che prevedevano per l'iscrizione dei tirocini il versamento una tantum di 15,49 euro, e senza distinzioni per revisori, società di revisione e società di revisione straniere il versamento di 20,66 euro. La contribuzione era versata in un conto intestato al Consiglio nazionale che ripartiva gli incassi tra ministero e spese per il funzionamento della società del registro.

Ora dunque si cambia, almeno per le voci di contributo una tantum, in attesa anche del decreto per la determinazione del nuovo contributo in misura fissa che dovrà essere versato annualmente. La modalità di pagamento prevista dal decreto che è formato da due articoli è quella del bonifico ordinario indirizzato alla Consip, che al netto delle imposte riverserà sulla contabilità del ministero dell'economia.

Continua dunque il lavoro del ministero dell'economia di attuazione del decreto legislativo 29/2010 sulla revisione contabile. Lavoro avviato ad agosto con la pubblicazione dei primi tre regolamenti sulla tenuta e l'iscrizione del registro del revisori.

Il dm sui compensi si innesta su una situazione che con il passare delle settimane si fa sempre più complicata. Dal 13 settembre, infatti, è entrata in vigore la nuova gestione del registro dei revisori, in capo alla ragioneria generale dello stato. Il passaggio di consegne, però, tra la società del registro, di proprietà al 100% dei dottori commercialisti e vigilata dal ministero della giustizia, non è mai avvenuto. Si è creato anzi una sorta di impasse con la richiesta da parte del consiglio nazionale dei dottori commercialisti di avviare una transizione congiunta con la ragioneria. Transizione mai avviata con la conseguenza che ad oggi non ci sono certezze per chi si vuole iscrivere al registro.

Gli utenti, infatti, che si rivolgono ancora alla società gestita dai dottori commercialisti ricevono assistenza, lasciando le loro domande in una sorta di limbo, in attesa che la ragioneria metta on-line la nuova modulistica. Il 18 ottobre poi sono arrivate al Consiglio nazionale le dimissioni dell'amministratore delegato Giovanni Morano. Sul punto il presidente della società Giorgio Sganga dichiara a ItaliaOggi: «Mi dolgo delle dimissioni di una valida persona come l'amministratore delegato ma questo non inficia il lavoro della società. Al momento», continua Sganga, «c'è la necessità di immediato raccordo tra il presidente del Consiglio nazionale Claudio Siciliotti e chi rappresenta il ministero per capire come si debba rispondere».

E sul punto il presidente della società del registro richiama il consiglio dei dottori commercialisti ad avere un obiettivo comune: «Mai come in questo momento», riflette, «al di là di quale possa essere il risultato elettorale per la presidenza del Consiglio nazionale, su questo punto non possiamo permettere che la categoria sia divisa».

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