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Stop alla vendita di sigarette elettroniche ai minori

del 25/10/2012
di: di Marilisa Bombi
Stop alla vendita di sigarette elettroniche ai minori
Sigarette elettroniche con presenza di nicotina vietate ai minori di 16 anni. Lo prevede l'ordinanza del Ministro della salute del 28 settembre 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 23 ottobre scorso. La validità del provvedimento è stata fissata in sei mesi, ovvero per il tempo necessario ad acquisire elementi di informazione sul possibile rischio che tale sistema elettronico induca alla dipendenza da nicotina e che, anzi, attraverso l'abitudine alla nicotina assimilata attraverso la sigaretta elettronica sia incentivata la successiva transizione al fumo di sigaretta. Il divieto alla vendita per il periodo limitato di sei mesi è stato collegato al tempo necessario a svolgere gli studi necessari. A tale proposito la Direzione generale della prevenzione ha formalmente incaricato l'Istituto superiore di sanità di procedere ad una attenta valutazione del rischio connesso all'utilizzo delle sigarette elettroniche, in particolare sui minori, sulla base degli ultimi aggiornamenti scientifici in merito alla potenziale pericolosità ed anche tenendo conto dei diversi prodotti disponibili sul mercato. In attesa, quindi, di acquisire le risultanze degli approfondimenti scientifici affidati all'Istituto superiore, è stato valutato di vietare il commercio di tale prodotto fino a ieri di libera vendita. L'inosservanza del divieto sarà punito ai sensi dell'art. 25 del regio decreto 2316/1934, ovvero il Testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia. Tale articolo, che peraltro è stato totalmente novellato nelle scorse settimane dal cosiddetto decreto salute (decreto legge 158/2012 attualmente in fase di conversione) prevede che coloro i quali vendono sigarette ai minori di 16 anni sono puniti con la sanzione amministrativa da un minimo di 250 ad un massimo di 1.000 euro e, con la seconda infrazione, la sanzione raddoppia. Peraltro, in caso di recidiva è anche prevista la sospensione, per tre mesi, della licenza all'esercizio dell'attività. Nessuna giustificazione, quindi, in capo al commerciante, anche perché è stato introdotto l'obbligo di richiedere al cliente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età del compratore sia manifesta. Preposti alla vigilanza sull'esatta osservanza del provvedimento, sono stati incaricati gli organi di polizia giudiziaria e le autorità sanitarie.
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