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I rifiuti costano caro, centinaia le discariche abusive

del 25/10/2012
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
I rifiuti costano caro, centinaia le discariche abusive
Condanna a un'ammenda forfettaria da 56 milioni e a oltre 256 mila euro al giorno fino alla avvenuta bonifica delle centinaia di discariche illegali ancora presenti sul territorio nazionale. È quanto chiede la Commissione europea alla Corte di giustizia Ue per imporre all'Italia di risolvere in modo definitivo il problema delle discariche abusive. Già nel 2007 una sentenza della Corte aveva stabilito che l'Italia violava tre direttive comunitarie sullo smaltimento dei rifiuti, sui rifiuti pericolosi e sull'autorizzazione e gestione delle discariche. Costatato che le violazioni ravvisate dalla Corte non erano state sanate la Commissione ha avviato un'ulteriore procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora (febbraio 2008) e parere motivato (giugno 2009). Nel giugno 2011 Bruxelles ha chiesto all'Italia di presentare un calendario per la regolarizzazione di tutti i siti in questione entro un lasso di tempo ragionevole. «Attualmente 255 discariche, 16 delle quali contenenti rifiuti pericolosi devono ancora essere bonificate», si legge in una nota dell'Esecutivo in cui si specifica che «un calendario completo per l'ultimazione dei lavori è stato programmato unicamente per 132 discariche su 255». Con la richiesta di secondo giudizio, promossa dal commissario all'ambiente Janez Potocnik e approvata ieri dalla Commissione, l'Italia rischia una multa salatissima.

Potrebbe essere solo l'inizio. Sull'Italia pende una procedura di infrazione per la gestione dei rifiuti in Campania che ha già sortito nel 2010 un pronunciamento sfavorevole della Corte di giustizia. L'accordo del gennaio scorso tra Potocnik e il ministro all'ambiente Corrado Clini ha fatto guadagnare tempo, a giugno l'Italia ha presentato un piano di azione che viene monitorato dalla Commissione. Ma «la situazione in Campania», dicono fonti di Bruxelles, «è da considerarsi tuttora problematica». L'altro caso è quello della regione Lazio e della discarica di Roma Malagrotta, la cui chiusura è prevista nel 2013. A seguito di un'indagine sulla gestione rifiuti nel Lazio, la Commissione ha richiamato l'Italia al rispetto delle norme Ue sul trattamento dei rifiuti prima che vengano interrati in discarica. Bruxelles, inoltre, vuole «evitare un altro caso Campania» e ha già chiesto in via formale alle autorità italiane informazioni su quali saranno le misure previste una volta chiusa Malagrotta.

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