Consulenza o Preventivo Gratuito

A rischio 288 dirigenti di seconda fascia delle Entrate

del 24/10/2012
di: Luigi Oliveri e Cristina Bartelli
A rischio 288 dirigenti di seconda fascia delle Entrate
A rischio 288 dirigenti di seconda fascia dell'Agenzia delle entrate. Sono gli effetti della spending review e delle varie manovre di riduzione delle dotazioni organiche delle amministrazioni pubbliche attivate dal governo negli ultimi mesi. Secondo le rilevazioni arrivate sul tavolo dei sindacati, presso l'Agenzia delle entrate, la sforbiciata alla dotazione organica non dovrebbe comportare esuberi per la gran parte del personale. Infatti, si passa da un totale di posti teorici di 37.960 dipendenti a una previsione ridotta di 33.770, a fronte, però, di un'effettiva presenza in servizio di 32.577 lavoratori.

Il taglio ai costi della dotazione organica, pertanto, lima soltanto le possibilità di assumere, riducendo di molto il differenziale attualmente esistente tra la dotazione «di diritto», quella teoricamente necessaria per lo svolgimento delle funzioni, e quella «di fatto», commisurata al personale effettivamente presente nei ruoli.

Non così per i dirigenti di seconda fascia. Le nuove regole che impongono una drastica riduzione del numero dei dirigenti in servizio, fanno sì che presso l'Agenzia delle entrate si passi da una dotazione teorica di 1.185 dirigenti a soli 844. Ma, i dirigenti di seconda fascia in servizio sono 1.132, il che crea un esubero di 288 posti. Ora il nodo da sciogliere consiste nell'individuare quali tra i dirigenti di seconda fascia coinvolgere nelle procedure di esubero. È noto che presso l'Agenzia lavorano 767 dirigenti di seconda fascia incaricati senza concorso, reclutati direttamente dal direttore, tra i funzionari interni, con procedure considerate illegittime dal Tar Lazio, ma sostanzialmente sanate dall'articolo 8, comma 24 «decreto fiscale», il dl 16/2012, convertito in legge 44/2012. Tale norma, come si ricorda, ha attivato la possibilità di indire nuovi concorsi per l'assunzione in ruolo di dirigenti, facendo salvi gli incarichi ai funzionari già conferiti.

La logica porterebbe a ritenere che i principali interessati dal processo di riduzione dei posti in esubero dovrebbero essere proprio i dirigenti non di ruolo. Le regole sul taglio alle dotazioni organiche avrebbero anche lo scopo di agevolare una reale ed effettiva copertura delle dotazioni, con dipendenti appunto «di ruolo», assunti a tempo determinato.

C'è, peraltro, da tenere presente che laddove l'esubero coinvolgesse i funzionari incaricati di funzioni dirigenziali, questi non rischierebbero di perdere il lavoro, ma rientrerebbero semplicemente nei loro ranghi. Un dirigente a tempo indeterminato, invece, coinvolto nella procedura di esubero, a meno che non consegua entro due anni i requisiti per la pensione, rischia di andare in «disponibilità», cioè per 24 mesi con trattamento economico fisso all'80% e senza più salario accessorio, se non viene ricollocato entro quel termine presso qualche altra amministrazione pubblica, mediante mobilità.

L'articolo 33 del dlgs 165/2001, che insieme con l'articolo 2, comma 11, del dl 95/2012, convertito in legge 135/2012, detta la disciplina per gli esuberi nelle pubbliche amministrazioni è evidentemente scritto e riferito alla situazione di eccedenza proprio dei dipendenti di ruolo.

Questa constatazione, tuttavia, non dovrebbe autorizzare il paradosso: mandare in esubero lavoratori a tempo indeterminato, mettendone a rischio l'attività lavorativa, per conservare un incarico di mansioni superiori, per altro discutibile sotto molti aspetti, ad altri dipendenti che, invece, se privati dell'incarico dirigenziale ricevuto comunque non rischierebbero di essere tagliati.

Un ulteriore problema che si somma ai tanti dovuti a un utilizzo fin troppo disinvolto degli incarichi dirigenziali «a contratto» da parte delle amministrazioni pubbliche, chiamate ora a scelte drastiche dalle regole di revisione della spesa.

«All'Agenzia delle entrate siamo passati da dotazioni organiche di 42.000 persone del 2001 alle 32500 odierne», evidenzia Vincenzo Patricelli, segretario di Flp finanze, «con i carichi di lavoro conteggiati su 42.000. Tagliare le dotazioni organiche in queste condizioni di evasione fiscale, con il governo che certifica che il 95% dei controlli si conclude positivamente, vuol dire una sola cosa rallentare la lotta all'evasione».

vota